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Centro fiduciario, il pm chiede l’assoluzione della moglie di Berneschi: “Non agì con dolo”

Chiesti due anni per Cipollina e Grosso

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Genova. Dopo l’uscita di scena di Giovanni Berneschi anche per la moglie Umberta Rotondo il processo relativo al Centro fiduciario di Carige sembra prendere una piega positiva.

Se l’ex numero uno di Banca Carige era infatti uscito dal processo per intervenuta prescrizione (Berneschi era accusato solo di evasione fiscale commessa nel 2009), oggi il sostituto procuratore Marcello Maresca ha chiesto l’assoluzione della consorte di Berneschi, accusata insieme agli ex vertici della società (Antonio Cipollina, Gian Marco Grosso e Marcello Senarega (che all’epoca finirono agli arresti domiciliari) di riciclaggio per il rientro dalla Svizzera di 12 milioni di euro, intestati a Rotondo.

Secondo il pm per Rotondo non ci sarebbe la prova del dolo: la donna infatti avrebbe sempre agito su disposizione di altri e il denaro rientrì in Italia ‘scudato’ anche se per il pm lo scudo fiscale fu applicato in modo irrituale.

Maresca ha chiesto anche l’assoluzione di Marcello Senarega per per Antonio Cipollina e Gia Marco Grosso sono stati chiesti 2 anni di reclusione.

Francesca Amisano, nuora di Berneschi, aveva patteggiato la condanna a due mesi.

Il processo è stato aggiornato al 27 febbraio.