Finanza

Carige, dopo Chenavari anche Credito Fondiario si sfila: quota ridotta a meno del 5%

L'operazione di discesa, secondo quanto emerge dagli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, è datata 25 gennaio

Genova. Ad un certo punto della giornata sembrava che Panfilo Tarantelli avesse addirittura azzerato la propria partecipazione in Carige rispetto alla quota del 5,397% detenuta in precedenza.

Post aumento di capitale della banca ligure aveva ufficializzato la propria posizione sopra il 5% detenuta attraverso Credito Fondiario. L’operazione di discesa, secondo quanto emerge dagli
aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, è datata 25 gennaio.

L’ingresso del Credito Fondiario in Carige nell’ambito dell’aumento di capitale era legato all’accordo, raggiunto a dicembre, con cui l’operatore specializzato nei crediti deteriorati aveva acquistato dalla banca genovese un portafoglio di sofferenze pari a un valore nominale lordo di 1,2 miliardi di euro.

Carige aveva inoltre ceduto allo stesso istituto il ramo d’azienda relativo alla piattaforma di gestione dei crediti deteriorati unitamente alla sottoscrizione di un contratto di servicing pluriennale. Nell’ambito di questi accordi, Credito Fondiario aveva assunto impegni di primo accollo relativi all’aumento di capitale per circa 30 milioni di euro.

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