Il piano industriale

Amiu, il primo lotto di Scarpino riapre a maggio. I privati in Quatto erre per realizzare gli impianti?

Obiettivo: 50% di raccolta differenziata entro l’anno con i primi cassonetti “intelligenti”

Genova. La discarica di Scarpino aprirà per un primo lotto a maggio di quest’anno per una capacità di 200 mila tonnellate. Lo ha confermato il direttore generale di Amiu Tiziana Merlino che oggi in commissione a Tursi ha illustrato il piano industriale di Amiu: “Sarà l’inizio della riattivazione di un sito che vuole diventare un sito impiantistico” ha spiegato Merlino.

Sempre nel 2018 verrà attuata la progettazione in dettaglio degli impianti: un impianto per il trattamento meccanico biologico (tmb) da 100 mila tonnellate – nel vecchio piano doveva essere di 180 mila tonnellate – con il recupero della materia e la produzione di gas css e un biodigestore da 60 mila tonnellate che potrà “visto che Regione e città metropolitana hanno modificato le taglie degli impianti” potrà essere realizzato anch’esso a Scarpino.

Oltre all’impiantistica altro caposaldo del piano industriale 2018-2020 è l’implementazione della raccolta differenziata: “Utilizzando la mappatura dei quartieri realizzato dal Conai si è costruito un progetto con un duplice obiettivo – ha spiegato Merlino – da un lato incrementare la raccolta differenziata ma anche andare verso un sistema che consenta di applicare una tariffazione puntuale”.

L’idea è quella di implementare il porta a porta nei quartieri meno popolosi per un totale di circa 14 mila utenze mentre nel resto della città l’idea è di arrivare in tra anni a una tariffazione puntuale attraverso i cosiddetti “cassonetti intelligenti” ad accesso controllato con limitazione di volume e numero massimo di conferimenti per il materiale indifferenziato”. L’obiettivo per il 2018 è “arrivare al 50% di raccolta differenziata con un investimento di circa 4 milioni di euro”.

Gli altri due pilastri del piano industriale riguardano l’efficientamento del gruppo: dalla “liquidazione e rilancio della società QuattroErre” all’incorporazione di diverse partecipate di Amiu, come Ceryac e Amiu Bonifiche. Infine, il quarto pilastro è lo sviluppo del business dedicato anche alla realizzazione di progetti europeo e lo sviluppo di Partnership internazionali. Concludendo l’illustrazione del piano industriale Merlino ha confermato che “nonostante i ricavi da Tari siano 85% dei ricavi di Amiu per il 2018 grazie all’efficientamento e alla riapertura di Scarpino la Tari non subirà ulteriori aumenti”.

Diverse perplessità sono state sollevate dalle opposizioni, dal consigliere della lista Crivello Pignone e da Fabio Ceraudo del M5S che criticano il fatto per per l’impianto di Tmb venga prevista la produzione di Css che “non ha mercato” “ed è inquinante”, ai consiglieri della lista Pd che lamentano le poche risorse destinate all’impiantistica e la poca chiarezza riguardo il futuro della società Quattro Erre, visto che nel piano industriale Quattro Erre viene definita una società da rilanciare “con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità della partnership con soggetti privati specializzati nel trattamento di materiali da raccolta differenziata”. In pratica, prosegue in documento, la società Quattro Erre può costituire un’opportunità per “la realizzazione di un’impiantistica focalizzata sul recupero di materia propedeutica e transitoria all’impiantistica del polo di Scarpino” e “il potenziamento dell’impiantistica per il trattamento delle materie da raccolta differenziata”.

Questo potrebbe significare che il privato uscito dalla porta dopo il ribaltamento elettorale dello scorso giugno potrebbe rientrare dalla finestra entrano come partner dentro la società Quattro Erre (che è già una società mista per il 51% di proprietà di Amiu per la realizzazione degli impianti: “Paragonare Quattro Erre a Iren è una possibilità – ha detto l’assessore comunale all’Ambiente Matteo Campora rispondendo alla capogruppo del Pd Cristina Lodi – è un’azienda a maggioranza Amiu e ed è possibile che ci aiuti in caso di bisogno. Quattro Erre è una possibilità e per questo non vogliamo liquidarla oggi”.

“Amiu deve stare in piedi e deve fornire un servizio adeguato – ha aggiunto Campora – per questo deve avere personale e gli accordi di questi giorni per il passaggio dei lavoratori part time a tempo pieno vanno in questa direzione con 40 passaggi da part time a tempo pieno entro maggio e altri 20 entro l’anno”.

La commissione proseguirà nelle prossime settimane

leggi anche
  • Rifiuti
    Scarpino, slitta ancora la riapertura della discarica. L’opposizione a Tursi chiede risposte ad Amiu e Comune