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Violenza sulle donne, firmato un protocollo d’intesa tra i notai e il centro antiviolenza di via Cairoli

L'assessore Cavo: "Iniziativa di grande rilievo, prima in Italia di questo tipo"

Genova. Prende il via da Genova e dalla Liguria un progetto pilota per il contrasto alla violenza economica e psicologica sulle donne. L’iniziativa, varata grazie a un protocollo d’intesa siglato dal Consiglio Notarile dei distretti riuniti di Genova e Chiavari e dal Centro per non subire violenza – Onlus di Genova, prevede la consulenza notarile gratuita per le vittime e la formazione ai notai sul tema della violenza economica.

“Un’iniziativa molto importante e un progetto pilota che non a caso parte da Genova e dalla Liguria e che ci auguriamo possa essere esteso a livello nazionale – commenta l’assessore alle Pari opportunità Ilaria Cavo- Il fatto che parta da qui non è casuale perché la rete ligure dei centri antiviolenza, delle istituzioni, del sostegno alla lotta contro la violenza sulle donne è a maglie molto strette e composta da soggetti particolarmente impegnati e attivi sul tema”.

Grazie a questo accordo nasce il servizio di consulenza, dedicato alle donne che si rivolgono al Centro per non subire violenza, su temi notarili come questioni di successione, societarie, immobiliari e bancarie.

Il protocollo d’intesa prevede la disponibilità a fornire incontri gratuiti a ciascuna donna inviata dal Centro per non subire violenza e nel caso di ulteriori necessità, una consulenza con compensi professionali calmierati in base alle condizioni economiche e sociali delle clienti.

“Questa iniziativa si colloca nel solco tracciato dalla nostra amministrazione di sostegno nei confronti delle donne vittime di violenza e di rafforzamento dei centri dedicati – prosegue l’assessore Cavo –. Si va dai finanziamenti per il contrasto alla tratta fino ai progetti varati nel dicembre scorso, quando la Giunta ha stanziato 900mila euro per 8 progetti di contrasto alla violenza e di sostegno per le vittime, a cui si vanno a sommare gli 80 mila destinati alla formazione del personale che può così essere maggiormente in grado di intercettare il disagio, più altri 50 mila per la sensibilizzazione e la prevenzione in ambito scolastico. Iniziative che hanno contribuito a una grande sensibilizzazione su questo dramma. Il ruolo dei notai può essere pertanto determinante non solo nella gestione delle problematiche connesse al disagio, intercettato dai centri antiviolenza, ma anche nel cogliere i casi non ancora conclamati e indirizzarli ai centri, in una dinamica bidirezionale preziosa per la rete, per far emergere il sommerso”.

“Il notariato genovese – aggiunge il Presidente del Consiglio Notarile di Genova e Chiavari Ugo Bechini – ha avvertito come un proprio dovere, quale istituzione dello Stato e presidio di legalità diffuso capillarmente sul territorio, rispondere alla richiesta di collaborazione in questo tema. I notai hanno peraltro nel loro quotidiano bagaglio la difesa del soggetto più debole: la dimestichezza con gli equilibri economici, specie familiari, offre una possibilità di intercettare per tempo le situazioni anomale, frutto di violenze psicologiche, ed avviarle all’assistenza più idonea, prima che siano compiuti atti pregiudizievoli”.

Inoltre in base all’accordo sono previste iniziative riguardanti il tema del lavoro per le vittime e quello della formazione per i notai. Il Consiglio Notarile si impegna infatti a sensibilizzare i propri iscritti affinché accolgano negli studi, con forme di regolazione del rapporto temporaneo di formazione lavoro, donne che hanno seguito un percorso in un Centro antiviolenza e che presentino profili professionali idonei all’inserimento in uno studio notarile. Al contempo, il Centro per non subire violenza si impegna ad organizzare, con cadenza annuale, workshop di formazione destinati ai notai sulle differenti tipologie di violenza, da quella fisica allo stalking, con approfondimenti in particolare su quella economica.

“Mentre la violenza fisica o sessuale, come lo stalking – aggiunge la Presidente del Centro per non subire violenza Elisa Pescio – sono ben visibili, quella psicologica e la collegata violenza economica sono più difficili da individuare. Spesso vediamo donne che, mentre cedono alla sconfitta della propria libertà, sacrificano la propria autonomia economica, che è essenziale per la propria libertà. Qui si inserisce il rapporto tra Centro antiviolenza e collegio notarile e la professionalità del singolo notaio o nataia, che accetta di aiutare la donna che ha di fronte per aiutarla a non perdere o a riconquistare l’autonomia economica”.

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