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“Toti, ti spaccheremo il c…”, spunta un vecchio screenshot ed è bufera social sulla candidata senatrice M5S

Elena Botto, social media manager, aveva utilizzato termini poco eleganti nei confronti del governatore ligure. Oggi il Movimento dice: "no turpiloquio"

Genova. “Verba volant screenshot manent”. Ovvero, parafrasando il latino, l’importanza della prudenza nello scrivere ai tempi dei social network. In queste ore deve esserselo ripetuto nella mente almeno un paio di volte, Elena Botto, candidata al Senato per il Movimento 5 Stelle, seconda in lista dietro al parlamentare uscente Matteo Mantero.

L’attivista 43enne, assistente e social media manager per esponenti M5S, in queste ore è al centro di una bufera per un commento postato su un profilo Facebook (privato), un paio di anni fa. Un commento riemerso, con tempistica che non stupisce, dall’oblio del reame di Zuckerberg e diventato assai “virale” in ambienti di ex grillini e anti-grillini. E non solo.

Dal Movimento nessun commento, ma fanno capire come, al tempo (2015), la potenziale onorevole non avesse alcun ruolo ufficiale o ufficioso. Ma il tono del messaggio è, in effetti, quanto meno motivo di imbarazzo.

elena botto

Neppure Giovanni Toti, il diretto interessato – insieme ai “suoi amici” – ha voluto commentare il vecchio post. Che, di fatto, avrebbe potuto valere una querela per diffamazione.

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”. Elena Botto, oggi, sul suo profilo Facebook, cita Immanuel Kant. Ma a parte il rispetto della legge morale (che – diciamolo – non fa riferimenti alle parolacce), quello che le viene criticato dai suoi detrattori è il non rispetto (retroattivo) della nuova “legge” del MoVimento 5 Stelle ovvero il regolamento ideato dalla nuova associazione politica in occasione delle elezioni 2018.

Tra i punti da rispettare, pena la non candidabilità (e qualcuno è stato infatti escluso dalle liste delle Parlamentarie), c’è anche “no turpiloquio”. Ma Elena Botto, dal 31 dicembre a oggi, si è espressa come un’educanda. Sui social network, almeno. D’altronde è il suo mestiere.

Una tempesta in un bicchier d’acqua? Forse. Sicuramente un assaggio di campagna elettorale che, per le new entry pentastellate, si preannuncia più insidiosa che mai.