Consiglio comunale

Dopo il sì crocefisso, il no al burqa: a Tursi pronta nuova mozione “calda” della Lega

Per la dignità della donna e per questioni di sicurezza, dice la capogruppo Lorella Fontana. In Regione una mozione simile è passata qualche mese fa

Genova. Prosegue la battaglia politica della Lega a difesa delle tradizioni cristiano-occidentali, anche se questa volta il refrain sulle radici culturali è miscelato con istanze legate alla sicurezza e all’antiterrorismo.

Nel prossimo consiglio comunale, a palazzo Tursi, il gruppo del Carroccio presenterà una mozione per vietare il burqa – il velo integrale usato da alcune donne in alcuni paesi islamici – nei luoghi pubblici. In Liguria, d’altronde, non sarebbe una novità. Una mozione simile è stata già presentata e approvata in consiglio regionale.

“Vogliamo riproporre quanto già approvato da Regione Liguria – dice la capogruppo della Lega Lorella Fontana – e in molte altre città, così come in Regione Lombardia. Quello che chiediamo al sindaco e giunta è di dare divieto di entrare nei luoghi pubblici a volto coperto e a stabilire con un’ordinanza che, qualora in un locale pubblico si presenti una persona a volto coperto, venga richiesto l’intervento delle forze dell’ordine al fine di procedere a un’identificazione”. Divieti che hanno portato alla comparsa di cartelli come questo in ospedali e scuole.

A Genova, se si eccettua qualche azione dimostrativa da parte di chi – in polemica con il divieto – ha tentato di entrare in spazi istituzionali o luoghi pubblici con il volto coperto da un burqa o da un niqab (velo simile, ma che mostra gli occhi), non si sono mai verificati casi critici. D’altronde nella comunità musulmana cittadina il velo integrale per le donne non è utilizzato.

Ma per la Lega è questione di principio. “Il burqa è il peggior simbolo della sottomissione della donna all’uomo. Chi sta in Italia almeno deve rispettare le minime regole di uguaglianza tra uomo e donna –
continua Fontana – il nostro è un discorso di prevenzione ma anche di rispetto della dignità della donna che non va sottomessa ad alcuni diktat della cultura islamica che come gruppo Lega respingiamo fermamente”.

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