Quindi?

Scrutatori nei seggi elettorali nominati dai partiti o a sorteggio, vittoria dei Cinquestelle. Anzi no

Potrebbe essere più limitata del previsto la svolta sulla modalità di scelta definita dall'ultima commissione comunale sul tema

Genova. Sul tema della nomina degli scrutatori ai seggi elettorali il gruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle aveva già cantato vittoria. “Saranno estratti a sorte”, aveva scritto in un comunicato stampa il capogruppo Luca Pirondini spiegando come la commissione d’urgenza sul tema avesse accolto la richiesta dei pentastellati.

Richiesta che consisteva nello smantellamento di una consuetudine insita nella macchina organizzativa elettorale ovvero l’assegnazione degli scrutatori attraverso la distribuzione di nomi indicati dai partiti. Il M5S aveva chiesto che venisse praticata un’estrazione a sorte e che venissero, inoltre, favoriti i disoccupati o gli iscritti ai centri per l’impiego.

Quella che i cinquestelle hanno definito “vittoria” è in realtà una parzialissima vittoria perché, durante la riunione, solo l’assessore Matteo Campora – che rappresenta solo un quarto dei componenti che decidono in materia – ha deciso di ricorrere al sorteggio, ma solo per i nomi ancora da presentare.

Gli altri tre componenti, Alessandro Terrile, Stefano Anzalone e Davide Rossi, invece hanno scelto di procedere con il collaudato modus operandi e che prevede la spartizione del 50% alla maggioranza, del 25% all’assessore ai Servizi civici e del restante 25% alla minoranza. Un metodo che, secondo chi lo applica, garantisce al Comune di trovarsi con liste di persone effettivamente disponibili e magari con già un’esperienza in materia.

Non è escluso che nei prossimi giorni, visto il misunderstanding tra Campora, M5S e gli altri soggetti, non possano esserci ulteriori colpi di scena.

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