Lettera aperta

Scandalo falsi Modigliani, il patron dell’Acquario fa il suo endorsement a Palazzo Ducale

Beppe Costa scrive ai genovesi: "Si rendano conto che è anche grazie a quest'istituzione se Genova ha cambiato volto"

Genova. “Se Genova ha cambiato volto è anche grazie a palazzo Ducale”: Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment, la società che – tra le altre cose – gestisce l’Acquario di Genova, scrive una lettera aperta di sostegno all’istituzione, colpita nell’immagine dopo lo scandalo dei falsi Modigliani. Ecco la versione integrale:

“Il percorso che la città ha compiuto in questi anni non sarebbe stato lo stesso senza Palazzo Ducale: una realtà che ha favorito un’apertura del tutto nuova alla cultura internazionale, che è diventata luogo di circolazione di idee, di incontri con grandi intellettuali e che ha rappresentato un cambiamento nel fare cultura della città profondo e incisivo.

E di fronte ad una discussione sui falsi o presunti falsi di Modigliani mi sento in dovere di intervenire perché credo che i toni polemici che ha assunto questa querelle non debbano in alcun modo mettere in discussione i risultati raggiunti e la costante partecipazione di un pubblico trasversale dal punto di vista generazionale e interessato a convegni, cicli di incontri così come alle grandi mostre. Frequentate da centinaia di migliaia di persone e che hanno contribuito ad ampliare l’appeal e la vocazione turistica della nostra città.

Come imprenditore sono coinvolto nella gestione di circa un centinaio di strutture museali in tutta Italia con circa 17 milioni di visitatori nel 2017, dando lavoro a 1.500 persone e organizzando una quarantina di mostre all’anno. Per questo mi sento in dovere di sottolineare che le mostre che vediamo a Palazzo Reale di Milano, alle Scuderie del Quirinale di Roma, alla Gnam di Torino per citare i luoghi più importanti delle esposizioni in Italia, ma anche a Bologna, Siena, Pisa, Napoli, Firenze, Venezia vengono realizzate proprio come a Palazzo Ducale in partnership con soggetti privati in grado di produrre eventi di altissimo livello scientifico, culturale e di pubblico. E i partner del Ducale sono sempre stati, anche nel caso di Modigliani, i più importanti a livello nazionale. Tutto questo con grande attenzione alle risorse e in modo da poter chiudere il bilancio sempre in attivo anche a fronte della progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici.

Perché noi imprenditori (genovesi che non vedono solo Genova) sappiamo quanto sia difficile, soprattutto oggi, organizzare iniziative con la scarsità di fondi pubblici ma anche con la scarsità di idee di qualità che possano fare la differenza e dare segni di discontinuità.

Ciò che personalmente mi rattrista è che si tenti di spostare sul piano politico uno scandalo che colpisce, sia pur come parte lesa, un luogo che ha segnato e tuttora segna lo sviluppo della nostra città, che anziché mostrarsi unita e compatta (destra/sinistra) rischia di ripiegarsi su schemi già visti, dove chi è di una parte nega le capacità dell’altra per principio, anche a rischio di danneggiare se stessa. Il clima della campagna elettorale non aiuta, ma proprio sul bene della città mi interrogo, come ho fatto anni fa quando ho deciso di partecipare attivamente ad un progetto, quello della Fondazione Palazzo Ducale, all’interno del quale desideravo esprimere non solo formalmente il mio appoggio. E in questi anni la collaborazione è stata motivo di vanto e orgoglio (non certo di concorrenza) tra le reciproche strutture.

Spero che al di là della questione Modigliani, i genovesi si rendano conto che se la nostra città ha cambiato volto è anche grazie a questa istituzione, alle sue attività, al suo valore. Negarlo o metterlo in dubbio non solo è dannoso per tutti, ma è qualcosa che come imprenditore e come cittadino non voglio permettere che accada”.

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