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Sanità, Cgil: “Era prevedibile il caos nei pronto soccorso e negli ospedali”

Il sindacato accusa la Regione: "Non è stata attivata una efficiente campagna di promozione della vaccinazione accompagnata da un aumento e diversificazione dei punti vaccinali"

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Genova.  Sul caos ai pronto soccorso e negli ospedali interviene polemicamente la Cgil Liguria. “Non si tratta certo di un evento che non era prevedibile – spiega in una nota la Cgil -. Avevamo lanciato l’allarme già all’inizio dell’autunno quando ancora si sarebbe potuti intervenire con strumenti preventivi”.

La preoccupazione dello Spi era dettata dal fatto che “la Liguria ha acquistato solo 312 mila dosi di vaccino, numero nettamente insufficiente a coprire la popolazione over 65 che nella nostra regione è di 443.786 persone, di cui 242.233 a Genova”. Il sindacato prosegue: “Le 312 mila dosi avrebbero dovuto coprire anche le categorie a rischio rendendo di fatto impossibile vaccinare almeno il 50 per cento della popolazione. Al di là dei numeri delle dosi di vaccino evidenziamo come non sia stata attivata una efficiente campagna di promozione della vaccinazione accompagnata da un aumento e diversificazione dei punti vaccinali”.

La Cgil sottolinea quindi che la Liguria risulta essere – secondo gli ultimi dati disponibili riferiti all’anno 2015-2016 dell’Istituto superiore di Sanità – “tra le regioni meno virtuose nella vaccinazione degli anziani con una copertura del 45,7% della popolazione over 65, contro una media nazionale del 49,9%”. Tutte le altre regioni registrano percentuali più alte di quelle liguri con in testa il 62% dell’Umbria. La Liguria è tra le ultime, dopo c’è solo la Sardegna.

“In questo quadro, e con la situazione attuale sotto gli occhi di tutti, è grave che alcune risorse dei Lea (livelli essenziali di assistenza) non siano state utilizzate per questi scopi, ma per finanziare una sovrastruttura inutile come Alisa – attacca la Cgil – Lo Spi si è sempre dichiarato pronto a fare da cassa di risonanza per una seria campagna vaccinale rivolta agli anziani, mettendo anche a disposizione le proprie strutture presenti capillarmente a Genova e in tutta la Liguria. La Regione avrebbe potuto, come da anni richiesto dal sindacato, sia migliorare l’offerta vaccinale sia attivare strutture territoriali in grado di drenare gli accessi impropri al pronto soccorso. Niente è stato fatto. Ed infine una domanda andrebbe anche rivolta al ruolo dei medici di medicina generale, presidio essenziale del territorio, non garantito in modo soddisfacente nei periodi di vacanza”.