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Raccolta firme per le elezioni, Potere al Popolo contro ritardi e burocrazie: “Vogliono fermarci”

Il percorso per il raggiungimento di almeno 375 sottoscrizioni a lista inizia oggi alle 18 al circolo Bianchini di piazza Romagnosi

Genova. Al 4 marzo, giorno in cui l’Italia tornerà al voto per le elezioni politiche, mancano sempre meno giorni. In base alle regole del Rosatellum, la legge elettorale, per alcuni soggetti politici intenzionati a candidarsi, ovvero quelli che non hanno ancora una rappresentanza nelle due camere del Parlamento, è necessaria la presentazione di un tot di firme: minimo 375 massimo 2000 per ogni lista presentata.

Non una cifra impossibile: basta che ogni candidato ne porti una ventina, per esempio, ma comunque complicata da raggiungere per via di alcuni meccanismi burocratici denunciati, in queste ore, da Potere al Popolo, il movimento di sinistra alternativa nato per partecipare alle elezioni del 4 marzo portando istanze anticapitaliste e, appunto, movimentiste.

Potere al Popolo inizia la raccolta firme oggi alle 18 al circolo Bianchini di piazza Romagnosi, a Marassi. “Le nuove liste sono condannate all’obbligo di firma, e mentre governo e comuni le ostacolano, i partiti interni al sistema hanno la garanzia di accesso alle elezioni senza doversi confrontare con il loro reale radicamento nei territori. Dopo che Tursi ha tergiversato nell’autorizzare i dipendenti comunali che hanno fatto richiesta come autenticatori, ora dobbiamo riscontrare difficoltà ad ottenere l’autorizzazione per l’ occupazione di suolo pubblico”.

Potere al Popolo sostiene che dal Comune avrebbero spiegato che i tempi di attesa per l’occupazione del suolo pubblico sono dilatati per motivi di sicurezza. La questura – avrebbero detto dagli uffici del Comune – vuole evitare la prossimità tra i banchetti di Potere al Popolo e quelli di Forza Nuova o CasaPound. “Le nostre istituzioni pertanto, non solo non si attivano per contrastare e sciogliere le organizzazioni fasciste, come previsto dalle leggi vigenti, ma le utilizzano come pretesto per negare l’agibilità politica che ci spetterebbe”, attaccano da PaP.