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Prostituzione, Campanella (Fdi): “Tassare lavoratrici del sesso” ma la giunta si sfila

L’assessore alla sicurezza Garassino: “Non mi sento di fare crociate, non è problema prioritario”

Genova. “Sanzionare pesantemente i clienti delle prostitute e censire e quindi tassare le prostitute stesse”, questa l’idea lanciata durante il consiglio comunale dal consiglieri di Fratelli D’Italia Alberto Campanella, Fratelli d’Italia.

Campanella ha citato il recente decreto Minniti che “dà maggiori poteri ai sindaci per risolvere con ordinanze apposite situazioni di degrado, quindi – si chiede il consigliere di maggioranza – perché non sfruttare questa possibilità?”. L’esponente del partito di destra sottolinea come in città la prostituzione venga attuata sia su strada sia in botteghe, e come molti cittadini – denuncia – non abbiano più intenzione di vedere il fenomeno avvenire sotto i loro occhi. Di qui l’idea: censire e tassare le prostitute, penalizzare i clienti.

L’assessore Garassino ha, per così dire, ridimensionato le aspettative del consigliere Campanella. “Problema di vecchia data e complesso, ma la prostituzione esiste perché esistono i clienti delle prostitute e io non mi sento di fare crociate in tal senso, anche dal punto di vista del degrado non è una priorità”. Garassino ha fatto un excursus sul fenomeno a Genova dichiarando che “l’80 di chi esercita la professione del sesso non è sotto padrone” e ha individuato nell’aumento delle telecamere di videosorveglianza – saranno oltre 100 quelle attive entro fine 2018 – uno strumento di dissuasione pacifico anche contro la prostituzione.