Le reazioni

Profughi schedati perché questuanti, le onlus genovesi chiedono incontro al Comune

Mortara (Auxilium): "Serve approccio complesso, non è una questione di ordine pubblico"

Genova. “Sediamoci tutti intorno a un tavolo e affrontiamo con serietà il problema che non può essere trattato solo come una questione di ordine pubblico”. Alberto Mortara della fondazione Auxilium, una delle onlus che gestiscono centri di accoglienza per richiedenti asilo, non nega certo il problema ma, come la gran parte delle associazioni, chiede che venga affrontato in un clima sereno.

Oggi il quotidiano Repubblica ha dato i numeri dei profughi questuanti schedati dalla polizia municipale su input dell’assessore comunale alla sicurezza Stefano Garassino: sono 118 su circa 1800 richiedenti asilo ospitati nelle strutture genovesi, una percentuale intorno al 6,5%.

“Questo non significa che il problema non esiste, anzi – spiega Mortara – ma è complesso e ha ragioni molteplici. Certo ci sarà in minima parte qualcuno che fa il furbo, ma occorre tener presente che per alcuni ragazzi anche la scuola di italiano è complessa perché molti arrivano qui praticamente analfabeti, con alle spalle solo dialetti locali e per loro l’apprendimento della lingua è duro e faticoso in poco tempo. Poi c’è la questione della tratta, che non riguarda solo la prostituzione: spesso questi ragazzi vengono sfruttati da persone che sono a loro volta dei poveracci. Per questo è importante affrontare il problema globalmente. Anche a noi piacerebbe vedere questo elenco, per conoscere le storie una per una e affrontarle”.

Le onlus genovesi sono state colte “un po’ alla sprovvista da questi dati sulla schedatura” e non sanno bene quali conseguenze potranno avere: “Con la prefettura abbiamo un dialogo costante, con il Comune meno. Ora vorremmo chiedere un incontro al Comune per sederci a un tavolo insieme alla Prefettura e tentare di affrontare tutti insieme il problema ricordando però che questi ragazzi sono le principali vittime di questa situazione”.

“Colpisce l’impotenza della Giunta Comunale – commenta sulla sua pagina fb il consigliere comunale del Pd Alessandro Terrile – che invece di mettere le mani nel problema, fa il notaio. Occorre distinguere gli esempi di buona accoglienza dai semplici dormitori che se ne fregano dell’integrazione, ed escluderli dall’accoglienza. Lavorare per diffondere le buone pratiche: Coronata ne è un esempio”. Per Terrile occorre “fare un po’ meno campagna elettorale e più amministrazione. E tutto ciò, pur prescindendo dai valori: faccio politica perché voglio combattere la povertà, non i mendicanti. Ma questo può valere per me, non per Garassino”.
Anche la capogruppo a Tursi Cristina Lodi si dice “profondamente contrariata da questa questione perché rimanda tutto all’assessore alla sicurezza senza contare che l’assessore competente alla gestione dei richiedenti asilo è l’assessore Fassio al sociale”.

“Da subito – ricorda Lodi – e’  stato chiesto dal Forum del Terzo Settore un tavolo di coordinamento su tutte le questioni riguardanti l’accoglienza che non è mai stato attivato. Quello che notiamo quindi è una totale mancanza di governo dei processi di accoglienza e integrazione che non fa bene a nessuno mentre assistiamo solo ad azioni parziali e scenografiche da parte di un assessore della Lega sempre in campagna elettorale”.

leggi anche
  • Dibattito
    Schedatura dei migranti che chiedono l’elemosina, Ce.sto e Forum terzo settore rispondono al Comune
  • Polemica
    Migranti schedati, liste consegnate in prefettura. Genovasolidale: “Polizia locale sia usata per altri scopi”