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In porto a Genova con 2 milioni e mezzo di dollari in titoli di credito falsi nel bagagliaio: denunciato richiedente asilo

L'uomo, un nigeriano, si stava imbarcando per la Sardegna. Aveva oltre 2.250 ordini di pagamento dell’istituto di intermediazione finanziaria Money Gram, risultati falsi dopo che le Fiamme Gialle hanno effettuato verifiche con le autorità americane

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Genova. Aveva 2 milioni e mezzo di dollari in titoli di credito falsi nel bagagliaio mentre si stava imbarcando per la Sardegna in porto a Genova: per questo un nigeriano richiedente asilo, risultato irregolare, è stato denunciato dalla Finanza per i reati di ricettazione, falsità contro la fede pubblica e violazioni delle normative sull’immigrazione.

Sequestrati  gli oltre 2.250 ordini di pagamento dell’istituto di intermediazione finanziaria Money Gram, ritrovati nell’auto, per un valore nominale complessivo di circa 2,5 milioni di dollari statunitensi.

L’operazione, denominata Nuraghes, si è svolta durante l’ultimo fine settimana. i finanzieri del II Gruppo della Guardia di Finanza di Genova, nel corso degli abituali controlli operati all’interno dello scalo portuale del capoluogo ligure, hanno fermato e sottoposto a controllo un soggetto nigeriano, residente in provincia di Napoli, in procinto di imbarcarsi per la Sardegna.

L’approfondita ispezione operata dai militari delle Fiamme Gialle genovesi ha permesso di rinvenire un ingente numero di titoli credito nascosti dal cittadino africano all’interno del bagaglio trasportato al seguito. Si tratta di oltre 2.250 ordini di pagamento dell’istituto di intermediazione finanziaria Money Gram, per un valore nominale complessivo di circa 2,5 milioni di dollari statunitensi.

A seguito di un esame con la collaborazione delle autorità americane, i finanzieri hanno potuto accertare la falsità degli ordini di pagamento, che venivano quindi sottoposti a sequestro, mentre A.N., irregolare nel territorio dello Stato, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria di Genova per i reati di ricettazione, falsità contro la fede pubblica e violazioni alle disposizioni del Testo Unico sull’Immigrazione.