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Palmaro, tra i container e l’autostrada: i comitati in Regione chiedono soluzioni

I consiglieri di Rete a Sinistra Liberamente: "Nessuna battaglia a porto e infrastrutture ma creare sistema di protezione e monitoraggio per la salute"

Genova. Il quadro: da una parte i container, il porto, la ferrovia e l’autostrada: attività di stoccaggio e grandi infrastrutture che accerchiano le abitazioni; dall’altra gli scarsi monitoraggi sull’inquinamento: l’unica centralina di rilevamento si trova a un chilometro dal porto. Oltre a un notevole inquinamento acustico.

Questo pomeriggio la commissione consiliare Salute in Regione ha ascoltato un comitato di residenti di Palmaro, nel ponente, i quali denunciano le difficili condizioni ambientali in cui versa il quartiere. “I cittadini sono preoccupati – dichiarano i consiglieri regionali di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino e Francesco Battistini – sia dall’intensa attività portuale sia dalle micro-particelle derivanti dal traffico ingente di mezzi pesanti. Senza contare che le navi, con i loro motori, impediscono un riposo tranquillo; ovvio che chi rappresenta quei cittadini parli di scarsa qualità della vita”.

Se la soluzione non è certamente quella di dichiarare guerra al porto, dicono i consiglieri regionali, bisogna però combatterne gli effetti negativi: canali di calma per allontanare il porto dai quartieri residenziali; elettrificazione delle banchine in modo da consentire alle navi di spegnere i motori; monitorare, dal punto di vista ambientale e sanitario, il territorio; installare barriere fonoassorbenti sui tratti autostradali e ferroviari; passare, quanto più possibile, dal trasporto su gomma a quello su ferro, sono alcune delle soluzioni.