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Niet di Forza Italia sugli assessori, Cavo e Scajola restano in Liguria

Nel gioco di scambi potrebbero trovare spazio il savonese Angelo Vaccarezza e la spezzina Manuela Gagliardi

Genova. Tanto tuonò che piovve. Già da alcuni giorni due figure chiave della giunta regionale – Ilaria Cavo e Marco Scajola – che da tempo sembravano ormai in partenza per Roma, non saranno invece più candidati. Avrebbero dovuto correre per i collegi uninominali alla Camera, ma Forza Italia avrebbe deciso di imporre in Liguria due personaggi esterni al territorio – o più esplicitamente “catapultati” – con un diktat proprio nei confronti degli assessori regionali. Al loro posto, in teoria, sarebbero candidati Lorenzo Cesa (Udc) e la fedelissima berlusconiana Licia Ronzulli, ex eurodeputata milanese.

Scajola e Cavo hanno già fatto le loro dichiarazioni, con una certa eleganza, esprimendo rinnovato entusiasmo per il lavoro che hanno iniziato a fare qui in Liguria. Ma la doccia è stata fredda. Per l’imperiese Scajola, sacrificato a un big del quarto polo come era accaduto anni fa (quando Pierferdinando Casini venne piazzato in lista al posto di Rosario Monteleone). Per la genovese Cavo, per cui uno sbarco a Montecitorio sembrava davvero un’evoluzione naturale di carriera. Il nome di Cesa sarebbe stato indicato da Silvio Berlusconi in persona in un gioco di incastri e concessione agli alleati di centro.

Invece. “Sono felice di rimanere a fianco del presidente Toti in Regione per portare avanti le riforme a cui stiamo lavorando. Spero che la politica faccia scelte utili per la Liguria, nel rispetto dei territori e della meritocrazia” il commento di Marco Scajola. “Avevo dato la mia disponibilità – afferma – Non ho mai sgomitato o preteso ruoli di prestigio, mi sono sempre misurato con l’impegno politico e amministrativo che avrei messo a disposizione, dopo i miei 11 anni in Comune e gli 8 anni trascorsi in Regione. Spero, a questo punto, che la politica sappia svolgere il suo compito e possa portare le esigenze dei liguri a Roma e individuare le persone più meritevoli”.

Ben venga se arriveranno dei candidati capaci di interpretare e conoscere il territorio ligure – gli fa eco Ilaria Cavo – mi rammaricherò solo se arrivassero dei candidati non riconoscibili dal nostro territorio”. E ancora: ”Sono molto tranquilla, serena ed entusiasta per i progetti che sto portando avanti per la Liguria, avevo dato una disponibilità alla candidatura, ove fosse ritenuta utile. Se sarà utile, sono a disposizione, perché ritengo che una persona impegnata sul territorio e che lo conosce, possa portare le istanze liguri a Roma, se non serve, andrò avanti con grande entusiasmo”.

A questo punto, nel gioco che ha visto sacrificarsi (si fa per dire) Scajola e Cavo in nome di dinamiche di partito nazionali – anche se rumor parlano di un’azione più o meno diretta dello stesso zio di Scajola, l’ex ministro Claudio – il governatore Giovanni Toti cercherà di garantire alla Liguria una rappresentanza territoriale più ampia possibile oltre a far sentire la propria voce in un momento in cui sembra che qualcuno tenda a indebolire il suo ruolo nel partito nazionale.

Se gli assessori regionali non potranno andare a Roma, dunque, Toti chiederà che possano finirci un esponente forzista dal ponente e uno dal levante: secondo l’agenzia Dire uno potrebbe essere l’ex presidente della Provincia di Savona e capogruppo Fi in consiglio regionale Angelo Vaccarezza, l’altra Manuela Gagliardi, vicesindaco della Spezia ed ex Pd.

Nessuna discussione pare, invece, sulle candidature di Roberto Bagnasco, e neppure sui capolista Sandro Biasotti e Roberto Cassinelli, parlamentari uscenti.