Bastianich ha detto no

Masterchef 7, i “Contrasti” di Simonetta non convincono i giudici: la genovese è stata eliminata fotogallery

La volontaria del Gaslini è scivolata sulla tecnica di affumicatura a crudo e ha dovuto restituire il grembiule della cucina più famosa d'Italia

Milano. All’inizio della terza serata di Masterchef7 Joe Bastianich, parlando degli ingredienti contenuti nella “mistery box”, la prima prova del talent di cucina, ha affermato: “Ai fornelli ci vuole bravura, talento, e anche un po’ di culo”.

Sicuramente qualcuno di questi elementi è mancato a Simonetta Piccardo, 47 anni, unica concorrente genovese e ligure rimasta in gioco dopo l’uscita di Marta Montaldo nella fase di selezione.

Simonetta, che pure aveva esordito brillantemente nell’episodio indovinando il tema della prima prova (“Sono tutti ingredienti che portano fortuna!” ha azzardato, alzano la mano come a scuola, osservando il peperoncino, le lenticche, il melograno, le noci, i cotechino e la radice di loto contenuti nella scatola del mistero), non è riuscita a oltrepassare lo scoglio del primo “Invention test”.

Alle prese con i cibi affumicati a freddo, scelta voluta dalla nuova chef Antonio Klugmann, e selezionata dalla concorrente Joayda, Simonetta ha perso il controllo degli ingredienti. Il suo piatto – Contrasti – una millesfoglie affumicata di salmone, crema di patate e rapa rossa, non è piaciuta agli chef giudici. “Sembra cibo per gatti”, ha detto Joe Bastianich senza edulcorare troppo la sua opinione.

Il piatto di Simonetta Piccardo è stato uno dei tre peggiori insieme a quelli di Tiziana e della 19enne Ludovica. Oltre alla bravura ai fornelli, a Simonetta, è forse mancata anche un po’ di teatralità. La giovane Ludovica ha sfoggiato un pianto di dispiacere che forse ha commosso i giudici. Simonetta con il suo sorriso e la sua dolcezza ha accettato anche il momento in cui ha dovuto svestire il grembiule di Masterchef.

“Sono comunque grata per questa possibilità e contenta di avere lavorato in questa cucina – ha detto la disoccupata genovese, volontaria all’ospedale Gaslini – e comunque i giochi non sono finiti, chissà quanti piatti ancora cucinerò!”. A casa, però.

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