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Di Maio: “Iit modello per l’Italia”, ma è no comment su terzo valico e ricorsi stoppa candidatura

Il leader politico del Movimento 5 Stelle in tour a Genova e in Liguria in vista delle elezioni del 4 marzo

Genova. “No comment” sulla possibilità che un ricorso in Tribunale a Genova sull’uso del simbolo del M5S possa costituire un ostacolo giudiziario nella corsa delle elezioni politiche, da Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 stelle e già vicepresidente della Camera, oggi e domani in visita a Genova per il “rally tour” dei pentastellati.

Luigi Di Maio

Il tema giustizia stimola, piuttosto, nel giovane leader, l’opportunità di presentare in poche parole il progetto di abolizione delle “leggi inutili, 400 – spiega – come gli studi di settore e spesometro, con una piattaforma”.

Di Maio ha incontrato i giornalisti nella lounge dell’Istituto italiano di Tecnologia di Morego, sotto lo sguardo curioso di molti ricercatori stranieri che si interrogavano sulla sua figura (e sotto quello più consapevole di quelli italiani). “All’Iit perché gli istituti di tecnologia come questo – ha affermato il pentastellato – sono il nostro fiore all’occhiello li sosteniamo senza se e senza ma. Questo significa coltivare un modello dove si investe in tecnologie, in innovazione e ricerca scientifica, questo deve essere il nostro modello per un Paese, sia per rilanciare occupazione giovanile, sia per rinnovare le imprese e la pubblica amministrazione, e far diventare l’Italia leader europeo e mondiale nella ricerca scientifica”. “Venire qui – ha concluso di Maio – significa mostrare agli italiani cosa siamo in grado di fare”. Dopo qualche domanda è stato accompagnato dal direttore scientifico dell’Iit Roberto Cingolani, e da una delegazione di consiglieri regionali M5S, tra corridoi e laboratori.

Iit che si trova a poche centinaia di metri dai cantieri del terzo valico ferroviario. Di Maio non dice se il M5S considera il terzo valico necessario o no ma, sulle grandi opere, “abbiamo sempre detto che ci sono tante grandi opere che servono mentre ce ne sono altre che sono superate – ha sottolineato – abbiamo fatto una stima in 9 miliardi di euro per opere che consideriamo inutili, quei soldi li vogliamo mettere altrove”.