Fuori programma

M5S: “Chi ha pagato la campagna elettorale di Bucci?”, flash mob in cravatta a Tursi e in Regione

Il colore scelto: l'arancione. Come la tonalità chiave dell'associazione Change. I pentastellati chiedono maggiore trasparenza

Genova. Una cravatta arancione, il colore chiave della Fondazione Change, per chiedere trasparenza a Giovanni Toti e Marco Bucci sui finanziamenti della campagna elettorale del sindaco di Genova eletto a giugno. Anche grazie ai fondi raccolti dalla fondazione del presidente della Regione Liguria.

Indossare una cravatta. In questo è costituito il flash-mob messo in scena dai portavoce del MoVimento 5 Stelle, contemporaneamente in Regione e in Comune, per riportare l’attenzione sui 112mila euro spesi per la quasi totalità della campagna elettorale del centrodestra alle ultime amministrative, e sulla cui provenienza aleggia mancano informazioni chiare, denuncia l’M5S.

“Due settimane fa avevamo presentato un’interrogazione che è stata prontamente messa all’ultimo posto dell’ordine del giorno, e quindi non discussa, dal presidente del consiglio comunale, per chiedere a Bucci di fare chiarezza sulla provenienza di quei 112 mila euro donati dalla fondazione Change per la sua campagna elettorale – dice Luca Pirondini, capogruppo M5S a Tursi – Era intervenuto in sua difesa il presidente della Regione Toti ricordandoci che tutto è stato fatto a norma, rifugiandosi goffamente dietro la legge sulla privacy. Oggi abbiamo voluto ricordare quindi al presidente Toti e al sindaco Bucci le parole del presidente dell’Aanc, Raffaele Cantone, che lo scorso ottobre ha invitato i partiti a rendere completamente trasparenti i finanziamenti ad associazioni e fondazioni politiche, già a partire dalla campagna elettorale in corso”.

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“È davvero preoccupante che il presidente Toti invochi la privacy di fronte a una legittima richiesta di trasparenza da parte dei cittadini – aggiunge la portavoce in Regione Alice Salvatore – Toti ci vuole forse dire che la fondazione Change è stata utilizzata per raccogliere denaro garantendo l’anonimato a misteriosi grandi donatori?”.

Oltre al M5S, nei giorni scorsi, anche l’associazione Riparte il Futuro, ha avanzato le stesse domande.

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