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Il Latte delle Valli Genovesi diventa filiera, ecco il primo bilancio

Numeri interessanti: 8.500 quintali di latte, 30% della produzione regionale e 50% di quella nella sola provincia di Genova.

Genova. 8.500 quintali di latte, 30% della produzione regionale e 50% di quella nella sola provincia di Genova. E’ il primo bilancio del “Progetto di filiera con i produttori latte di Genova” promosso dalla Confederazione italiana agricoltori della Liguria e tracciato questa mattina nella Sala della Trasparenza della Regione, in piazza De Ferrari, alla presenza tra gli altri degli assessori regionali Stefano Mai, Marco Scajola e Gianni Berrino.

Accordo latte valli genovesi

L’iniziativa è nata in risposta alla grave crisi in cui gli allevatori genovesi si sono ritrovati nella primavera del 2016 in seguito all’abbandono del territorio da parte di Parmalat-Lactalis. Attualmente sono quattro le aziende agricole locali che conferiscono la loro materia prima a due note aziende trasformatrici, “Latte Alberti” con il marchio “Valli Genovesi” e “Caseificio tentazioni pugliesi”.

I prodotti finiti vengono poi commercializzati anche attraverso la grande distruzione organizzata, nei punti vendita di Coop Liguria e Carrefour. “Al di là dei numeri e delle quantità lavorate- commenta il presidente di Cia Liguria, Aldo Alberto- credo che sia veramente importante il principio che ha guidato quest’accordo con un obiettivo che si potrebbe anche estendere ad altre produzioni tipiche nostre”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Mai: “Questo è un grande esempio di buona pratica- afferma- che vorremmo favorire, copiare ed esportare anche in altri comparti”. Per l’assessore è fondamentale anche “l’azione di responsabilizzazione sul consumatore finale è fondamentale nell’ottica della valorizzazione e promozione dei nostri produttori”.

L’assessore a Lavoro e Turismo, Gianni Berrino, sottolinea che “se salviamo gli allevatori e diamo un futuro alle loro aziende, incrementiamo anche i posti di lavoro che hanno grande importanza nell’auttale situazione economica ligure e rendiamo più interessante visitare la nostra regione con storie da raccontare come questa, che il mondo turistico moderno ricerca”.