Antifascismo

L’Anpi conferma lo strappo sul corteo del 3 febbraio ma tanti iscritti saranno lo stesso in piazza

Nessun ripensamento dalla dirigenza, ma i singoli e alcune associazioni legate all'Anpi saranno lo stesso in corteo senza simboli

Genova. Ci saranno parecchi iscritti all’Anpi al corteo antifascista del 3 febbraio, ma andranno senza simboli “a titolo personale”. Nessuna polemica e nessun diktat dalla dirigenza dell’Anpi di Genova ma dopo il comunicato del 18 gennaio, non si torna indietro: “Nessuno ha l’esclusiva della battaglia antifascista e può pensare di essere autosufficiente – aveva scritto il presidente Massimo Bisca in un comunicato – decidere di escludere a priori questa o quella forza politica e impedire di portare simboli e bandiere non è né inclusivo né democratico”

“Noi vogliamo che il discorso dell’antifascismo sia il più unitario e inclusivo possibile, mentre altri vogliono fare un test del dna su chi è più antifascista” ribadisce oggi il vicepresidente di Anpi Genova Loris Viari. “E non è un discorso di bandiere perché è evidente che ancor più in campagna elettorale nessuna bandiera di partito può essere accettata, ma le bandiere di sindacati e associazioni che problemi avrebbero creato?”.

Al di là delle bandiere è evidente che la polemica riguarda il particolare la presenza del Pd al corteo che – occorre ricordare – viene preparato da almeno due mesi dai militanti dell’assemblea antifascista, l’ala più radicale della sinistra che non ha mai nascosto la dura contrarietà alle politiche del governo a partire dal tema migranti e dai decreti Minniti-Orlando. “Sono politiche che possono non piacere quelle di Gentiloni – dice però Viari – ma definirle fasciste a mio avviso crea confusione e devia dal problema principale”.

“Solo per fare un esempio – prosegue – cosa dovrei dire a mio figlio che è consigliere municipale del Pd oltre che vicepresidente Anpi di Sestri e sta presentando una mozione sull’antifascismo? Che non può venire in corteo? ”

“E poi – conclude Viari – da un lato si chiede all’Anpi di aderire, basti pensare al cartello dell’ultima assemblea in piazza De Ferrari ‘Anpi dove sei’, e nel contempo di non farlo vedere e di mettersi di lato”.

L’Anpi si sfila quindi, nonostante il successo della manifestazione di sabato che ha portato in piazza 400 persone con una chiamata di 24 ore prima da parte dell’assemblea antifascista. Con l’Anpi si sfilerà probabilmente la Cgil, sorta di atto dovuto anche se secondo quanto appreso la decisione rispetto al comunicato del 18 gennaio sarebbe stata presa senza informare prima il sindacato. A metà del guado sta l’Arci che deciderà cosa fare nel direttivo del 1 febbraio, ma probabilmente aderirà alla manifestazione.

Se la frattura è consumata con la dirigenza, la base dell’Anpi, si diceva, in buona parte in piazza ci sarà: senza simboli dell’Anpi certo, come vuole l’assemblea antifascista e come vuole a questo punto lo stesso presidente Massimo Bisca.

“Noi ci saremo – conferma Irene Cerboncini, che oltre ad essere nel direttivo dell’Anpi di Nervi è tra i soci fondatori dell’associazione Resistenti di piazza Pittaluga – perché sapevamo fin dall’inizio che non ci sarebbero state bandiere. Per noi in questo momento l’antifascismo deve unire e non dividere e noi saremo presenti per testimoniare la situazione nel nostro quartiere. Per questo parlaremo anche all’assemblea pubblica del 31 gennaio”.

I Resistenti, che hanno raggiunto ormai i 100 soci, stanno dibattendo da giorni sulla situazione: “Noi non vogliamo entrare in contrapposizione con l’Anpi ma la nostra decisione è presa. Stamattina abbiamo anche scritto una lettera alla presidente dell’Anpi nazionale Nespolo per chiedere una sua opinione sulla situazione: vogliamo riflettere e capire, ma non cambieremo idea”.

E non saranno gli unici. Basti pensare che domenica a Recco presso la sezione Anpi è stata organizzata una focacciata antifascista anche per raccogliere fondi in vista del corteo del 3 febbraio.