Questa mattina

Inaugurazione anno giudiziario, procuratore Fazio: “Reato di tortura inadeguato, la norma è reticente”

La nuova normativa non sarebbe sufficiente a cogliere il significato stesso del reato. Le carceri liguri stanno "esplodendo"

Genova. La nuova norma che ha introdotto il reato di tortura è “inadeguata” e “reticente”. Lo afferma il procuratore generale della corte d’appello di Genova Valeria Fazio nella relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Il reato di tortura – sottolinea il magistrato – viene disegnato come un illecito ad autore libero, anziché proprio dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico sevizio. E’ per me incomprensibile la resistenza di molti alla introduzione di un reato proprio, perché ritenuto carico di significati stigmatizzati nei confronti delle forze dell’ordine: una posizione che non coglie la necessità, al fine di garantire il rispetto dovuto ai corpi di polizia, di una presa di distanza netta da ogni ipotesi di abuso e dai loro autori”.

Il procuratore generale ha poi sottolineato come nei vecchi procedimenti del G8 del 2001 “la carenza di tutela dei diritti dei cittadini è stata originata non solo dalla mancanza del reato di tortura, ma anche dalla estrema difficoltà delle indagini, dai tanti autori di abusi restati ignoti, dalla durata dei dibattimenti, dalle prescrizioni conseguenti e dalla carenza di adeguate sanzioni disciplinari”.

Un altro dato che è emerso durante la cerimonia è il sovraffollamento cronico delle carceri in Liguria: i dati nella relazione del presidente della corte d’appello di Genova, Maria Teresa Bonavia: “Al 30 giugno 2017 – si legge nella documento – erano presenti 1.353 detenuti a fronte di una capienza di 1.099 e 204 a Massa a fronte di una capienza di 176, con un decremento minimo della popolazione detenuta rispetto alla precedente rilevazione pari al 2 per cento in Regione e con un incremento del 12% su Massa”.