Lavoro

Ilva, Orlando: “Deve essere la politica a sciogliere i nodi, l’Italia non può privarsi della siderurgia”

Il commissario Laghi: “Siamo convinti che il futuro di questa azienda sia di continuità produttiva"

Genova. “Deve essere la politica oggi, e credo a sciogliere nodi che non possono essere rimessi, anche se è legittimo farlo, ai tribunali di qualunque tipo. Un Paese industriale non può fare a meno della siderurgia, non è una mia opinione, ma un dato di fatto”.

 Così il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a margine della commemorazione per la morte di Guido Rossa, fa il punto sulla delicata vertenza dell’Ilva alla luce dei ricorsi presentati dalla Regione Puglia e dal Comune di Taranto. Una vicenda, quella Ilva, della quale si era, tra l’altro, dedicato quando era ministro dell’Ambiente e decise il commissariamento.

“Ci trovavamo nel blocco dell’attività dovuto ad un intervento della magistratura – ha spiegato – per il mancato rispetto delle prescrizioni che erano state date alla proprietà. In quel momento fu il modo per mettere in moto un percorso di risanamento ambientale e impedire uno stallo di carattere produttivo che poteva essere fatale. Naturalmente con quella scelta non si risolsero tutti i problemi, però senza, probabilmente, lo stabilimento sarebbe stato fermato. Rivendico quella decisione e ne rivendico il carattere politico”.

“Sono convinto e spero che questa commemorazione si terrà per molti anni in futuro ma questa sia l’ultima volta che accade in un’azienda a amministrazione straordinaria”.

A dirlo questa mattina a Genova il commissario Ilva, Enrico Laghi, durante le celebrazioni per il 39esimo anniversario della morte di Guido Rossa, l’operaio e sindacalista dell’Italsider ucciso dalle Br nel 1979.

“Siamo convinti che il futuro di questa azienda sia di continuità produttiva – ha spiegato – una crescita e un espansione. In questo senso abbiamo avuto rassicurazioni fondamentali dal nuovo investitore e riteniamo che nei prossimi si possa lavorare per trovare soluzioni, come quella del capannone Ansaldo, per dare un futuro ai lavoratori di questa impresa e trovare forme di cooperazione e collaborazione che permettano di rilanciare ulteriormente il sito di Genova. In questo siamo stati fortemente impegnati e abbiamo trovato l’appoggio di tutte le istituzioni sia a livello nazionale che, soprattutto, locale”. “Il mio auspicio è che l’anno prossimo possa essere una commemorazione ospitata dal nuovo investitore – ha concluso Laghi – con la presenza di tutti i lavoratori in una prospettiva di rilancio e sviluppo di questa azienda storica di Genova ma anche dell’Italia”.

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