La vertenza

Ilva, mercoledì e giovedì nuovo tavolo su Cornigliano. la Fiom: “Isopensione e Cigs? Per noi ad oggi non ci sono esuberi”

Manganaro: "Praticamente impossibile chiudere su Genova prima che venga sciolto il nodo sul ricorso a Taranto"

Genova. L’obiettivo seppur difficile resta quello di chiudere l’accordo con il sindacato prima del 4 marzo. Per questo il ministro Calenda e il sottosegretario Bellanova stanno stringendo i tempi con una fitta serie di incontri mentre pende il ricorso al Tar della Puglia che sarà discusso il 5 marzo, il giorno dopo il voto.

Domani al Mise si terrà un primo incontro su Taranto, dopodomani pomeriggio e il primo febbraio riprenderà il confronto sulll’accordo di programma di Genova. Sulla carta sulla validità di quell’accordo sono d’accordo tutti, sia il Governo sia in linea di principio Mittal.

Come declinarlo in concreto però al momento non è dato saperlo visto che Am Investco ancora non ha messo sul tavolo gli esuberi che per Genova in base al piano iniziale dovevano essere seicento su 1500 dipendenti.

In queste settimane sono state ventilate idee e proposte ma nessuna di queste è stata discussa ancora nel tavolo istituzionale: dall’isopensione che consente a un’azienda (in questo caso sarebbe il Governo) di pagare 7 anni di contributi ai lavoratori per mandarli in pensione, della cassa integrazione a della gestione degli esuberi in una società controllata che potrebbe fare capo a Società per Cornigliano dove i lavoratori lasciati a casa da Mittal sarebbero assunti.

“Per noi non ci sono esuberi – frena però Manganaro – perché l’accordo di programma non li consente e perché fra l’altro con Mittal di questo non abbiamo ancora parlato. E’ come se andassi in ospedale prima di farmi male e questo discorso dell’isopensione, che fra l’altro è costosissimo, non solo non è mai stato afforntato in nessun tavolo, ma appunto presuppone degli esubero che per noi al momento non ci sono”.

Per il segretario della Fiom fra l’altro “mi pare improbabile che si possa chiudere un accordo, anche solo su Genova, con in ballo il ricorso di Taranto, comunque vedremo cosa ci diranno nei prossimi due giorni”.

Intanto la Fiom in un comunicato ai lavoratori di Cornigliano li ha invitati a non consegnare all’azienda il modello Ecocert sui contributi necessari per arrivare alla pensione appunto: “L’iniziativa è dell’azienda ma a noi più che una banca dati questa sembra una schedatura per sapere quali lavoratori si possono mandare via più facilmente. Si tratta di informazioni private che solo l’Inps al momento può detenere per questo al contrario degli altri sindacati abbiamo invitato i nostri iscritti a non fornire questo tipo di informazioni”.