Acciaio

Ilva, incontro tra istituzioni locali e Am Investco. Toti: “Non scambiamo metri quadri con lavoratori”

Anche se non esistono informazioni accertate sulla futura variazione di livelli occupazionali, stamani in piazza De Ferrari riunione interlocutoria. Il governatore: "Tavolo genovese procede grazie al dialogo"

Genova. “Non stiamo scambiando metri quadri con lavoratori“. Così Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, al termine della riunione di questa mattina tra istituzioni locali, Ilva, Am Investco – Arcelor Mittal e ministero dello Sviluppo economico per quanto riguarda il futuro del gruppo dell’acciaio e quindi anche dello stabilimento di Cornigliano, con alla base l’accordo di programma.

Toti, parlando del futuro dei dipendenti dell’acciaieria, non ha escluso che eventuali esuberi possano essere impiegati da Società per Cornigliano per realizzare interventi sulle aree che saranno liberate dall’acciaieria. “Ogni metro quadro deve diventare produttivo”, aveva affermato in tal senso il sindaco Marco Bucci prima delle riunione.

Tuttavia l’incontro di stamani, che segue quello avvenuto lo scorso 17 gennaio a Roma, al Mise, non è entrato nel merito del tema occupazionale. Dei posti di lavoro l’azienda parlerà in un prossimo appuntamento, fissato alla prossima settimana, ovvero il tavolo delle relazioni industriali al quale prenderanno parte anche i sindacati.

Al centro della riunione, appunto, la vicenda delle aree genovesi e le analisi tecniche circa il loro potenziamento, le prospettive relative alla ricerca e sviluppo e il possibile ruolo di Società per Cornigliano per le politiche di sviluppo dell’area.

Oltre a Toti e al sindaco Marco Bucci, c’erano Matthieu Jehl e Samuele Pasi, rispettivamente
amministratore delegato e direttore generale di Am InvestCo (la società di Arcelor Mittal che acquisirà l’Ilva dall’amministrazione straordinaria), il commissario straordinario di Ilva Enrico Laghi e il capo di gabinetto del Mise Ernesto Somma con il responsabile della gestione vertenze imprese in crisi Giampietro Castano.

La partita genovese è legata comunque a quella di Taranto. “Lì si aspetta una sentenza del Tar per proseguire con le trattative – afferma Giovanni Toti – qui c’è già un tavolo, la via genovese è quella del dialogo, della costruzione di un percorso”.

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