Al mise

Ilva di Cornigliano, la Fiom: “Mittal chiarisca di quante aree ha bisogno, in ogni caso nessun esubero”

Concluso il primo tavolo interlocutorio. Nuovo vertice a febbraio

Genova. “Abbiamo ribadito e con noi lo ha fatto il ministro Calenda, che esiste un rapporto matematico tra i lavoratori e le aree di Cornigliano. Se Mittal vuole un milione e centomila metri quadri di aree deve assumere direttamente tutti i 1500 lavoratori. Solo così si rispetta l’accordo di programma di Genova”. Lo ha detto il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro al termine dell’incontro al Mise sull’accordo di programma dell’Ilva di Cornigliano. All’incontro hanno partecipato insieme al Governo e ai rappresentanti di Arcelor Mittal, il governatore ligure Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci, i rappresentanti di autorità portuale e società per Cornigliano, il presidente di Confindustria Giovanni Mondini, il prefetto Fiamma Spena, oltre ai rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm.

“Alla domanda diretta fatta me sulla quantità di aree che pensa di utilizzare Mittal ha risposto: ‘La maggior parte’. A questo punto la multinazionale dovrà fissare un incontro con la Regione Liguria e il Comune di Genova per stabilire, carte alla mano quali sono le aree di interesse. E’chiaro che in ogni caso per i lavoratori serviranno garanzie occupazionali perché chi si prende le aree si prende anche i lavoratori. Non accetteremo nessun esubero”.

Quello di oggi è stato quindi di fatto un incontro interlocutorio e un nuovo tavolo sull’accordo di programma dovrebbe essere fissato a febbraio: “Domani faremo assemblea per aggiornare i lavoratori sull’esito di questo primo incontro che di fatto è un pareggio fuori casa”.

“Oggi vedo l’opportunità di un consolidamento della produzione e la salvaguardia dei livelli occupazionali, nessun lavoratore escluso – commenta Antonio Apa, della Uilm – Vogliamo capire quali sono le potenzialità che Arcelor Mittal mette in campo per correlarli all’accordo di programma, che non può essere messo in discussione”. E sul piano degli investimenti Apa ribadisce: “Riteniamo che i 123 milioni di investimenti presenti nel piano industriale siano insufficienti, ma oggi l’azienda ha parlato di una seconda fase di investimenti di cui ci auguriamo di conoscere al più presto i dettagli nei prossimi incontri previsti per il 30 e 31 di gennaio”.

“Oggi a Genova Ilva occupa 1490 lavoratori di cui 370 in cassa integrazione straordinaria, che integrano lo stipendio con lavori di pubblica utilità – commenta il segretario della Fim Alessandro Vella – non basta più la semplice solidarietà delle istituzioni: dire che l’accordo di programma ha una sua validità ma poi non trova una concretezza nella pratica non ha alcun senso. Come è stato fatto nel passato, siamo d’accordo a una sua revisione per renderlo operativo e garantire l’occupazione, lo sviluppo, le produzioni, e i necessari investimenti e bonifiche per Genova. Per noi restano però da chiarire alcuni spetti del Piano Industriale relativi alla necessità di un maggiore investimento sulla banda stagnata e nuovi prodotti, e sulla possibilità di avviare un ragionamento rispetto alla ricerca e sviluppo di materiali piani a Genova”.

“Esito dell’incontro risultato positivo per tutto il nostro territorio e per l’industria genovese – dicono dal Pd genovese e ligure – crediamo sia stato determinante, in questa trattativa, l’impegno del governo, del Ministro Calenda e del sottosegretario Bellanova per arrivare a un risultato concreto che tutela l’occupazione nello stabilimento genovese, partendo dall’accordo di programma del 2005. Tema, quello della salvaguardia occupazionale, per cui il PD a livello locale e nazionale si è sempre battuto. Da questo punto fermo occorre adesso ripartire, impegnandosi sul piano degli investimenti da parte di Arcelor Mittal e sul piano industriale che dovrà adeguare la produzione per garantire occupazione ai lavoratori dello stabilimento anche in futuro”.

La posizione dell’acquirente. “ArcelorMittal giudica positivamente l’incontro di oggi presso il Mise dedicato all’accordo di programma per Genova”, si legge in una nota della società siderurgica che dice di condividere “la necessità espressa da più soggetti di procedere a un approfondimento e a un aggiornamento dei contenuti dell’accordo alla luce del nuovo scenario” e “per questo si rende disponibile a un chiarimento con gli enti locali genovesi e le organizzazioni sindacali”.

“A questo proposito, ArcelorMittal ricorda di aver presentato un piano industriale per lo stabilimento Ilva di Genova che comporta significativi investimenti e prevede importanti soluzioni di sviluppo. Con ciò confermando – conclude la nota – l’interesse di natura strategica per lo stabilimento genovese”.

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