Oggi al mise

Ilva, Bellanova punta a chiudere accordo entro febbraio ma resta il braccio di ferro con Emiliano. Tra una settimana il tavolo su Genova

Manganaro (Fiom): "Saremo determinati nel chiedere che vengano assunti tutti i 1500". Nuovo ricorso sulla competenza del Tar rischia di allungare i tempi: "Il Governo metta nuove risorse"

Roma. Il presidente del consiglio Gentiloni non convocherà nessun ulteriore tavolo su Taranto con gli enti locali: la proposta è già stata formalizzata e il governo non convocherà il governatore Emiliano se non ritirerà il ricorso. Lo ha detto questa mattina il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova nel tavolo nazionale sull’Ilva. Bellanova – si apprende da fonti sindacali – ha anche detto che tenterà di “stringere i tempi per arrivare a un accordo nazionale con i sindacati entro febbraio”.

Ma la vertenza dell’Ilva resta complicata. Il Tar di Lecce ha rinviato al 6 marzo prossimo – due giorni dopo le elezioni – l’udienza di merito per discutere il ricorso presentato dalla Regione Puglia e dal Comune di Taranto. Ma i legali dell’Ilva hanno nel contempo presentato un altro ricorso chiedendo che la competenza territoriale venga trasferita dalla sezione leccese al Tar del Lazio. Se quest’ultimo ricorso venisse accolto i tempi si allungherebbero ulteriormente. Mittal in tutto questo sta alla finestra: “Non credo che abbia intenzione di uscire dalla partita in anticipo – commenta dopo il vertice il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – ma certamente non metterà sul piatto un solo euro finché non avrà la certezza di poter gestire l’Ilva”. E mentre i tempi si allungano le risorse a disposizione dell’amministrazione controllata si assottigliano: “I commissari sono di nuovo senza soldi ed è urgente a questo punto che già questo Governo metta a disposizione nuove risorse per pagare nei prossimi mesi stipendi e fornitori. Anche nell’ipotesi più ottimistica prima di giugno Mittal non entrerà nella gestione dell’Ilva ma probabilmente i tempi saranno molto più lunghi”.

In tutto questo l’unica certezza è la convocazione ufficiale del tavolo per l’accordo di programma su Cornigliano: l’appuntamento è fissato per il 17 gennaio alle 10 con tutti i firmatari. “Ora dobbiamo preparaci bene per quell’incontro a cui andremo con una ferma convinzione: se Mittal vuole un milione e centomila metri quadri di aree dovrà assumere direttamente tutti i 1500 dipendenti di Cornigliano, non uno di meno” dice il segretario della Fiom. Il timore è che Governo e Mittal provino a mediare sui numeri collegando la situazione di Genova con quella tarantina: “Ma noi siamo gli unici ad avere l’accordo di programma – ripete Manganaro – e lo faremo valere in modo determinato”.

Intanto il Mise ha rinviato un ulteriore tavolo previsto per il 24 gennaio dal mattino al pomeriggio per consentire la partecipazione del Governo alla tradizionale commemorazione di Guido Rossa all’Ilva di Cornigliano che si terrà il 24 mattina.