Il comunicato

Genova antifascista su aggressione: “No a retorica su legalità, rifiutiamo finta indignazione”

L'assemblea degli antagonisti: "Il nostro non è un antifascismo da salotti"

Genova. Dopo l’accoltellamento di venerdì sera ai danni di un militante antifascista, la sovraesposizione mediatica e le decine e decine di comunicati stampa e interventi soprattutto da parte di politici del centro sinistra, l’assemblea antifascista, che riunisce partiti, movimenti, associazioni e singoli che si richiamano all’area antagonista e sta organizzando il corteo del 3 febbraio, mette i puntini sulle “i” rispetto a quella che definisce una “strumentalizzazione mediatica” da parte di “chi, per interessi palesemente elettorali, sta utilizzando per rifarsi un volto con l’antifascismo”.

Di seguito il comunicato integrale.

“Nè Santi nè Eroi.

In merito all’accoltellamento del nostro compagno e della strumentalizzazione mediatica che chi, per interessi palesemente elettorali, sta utilizzando per rifarsi un volto con l’antifascismo.

Ribadiamo che il nostro antifascismo è fuori dai salotti. E’ nelle strade con i nostri compagni e le nostre compagne.

Questa lotta di umanità e resistenza che media e partiti borghesi hanno sempre fatto passare come guerra tra bande per infangare la verità, noi la stiamo pagando con denunce e aggressioni. Abbiamo perso tanti compagni che l’infamia fascista ha ucciso.
Noi siamo i compagni e le compagne di Carlo, Dax, Valerio, Auro, Renato, Nicola, Emmanuel, Sandrine. Siamo le compagne e i compagni di tutti i migranti morti nel mediterraneo e per attraversare le frontiere, anche loro vivono nella nostra lotta.

La retorica sulla legalità, come la criminalizzazione della violenza non ci interessa. Preferiamo dire le cose come stanno, cercare le responsabilità dello sdoganamento delle destre e di chi per anni, intorno a un fantomatico dibattito democratico, ha fatto passare i fascisti in tv, gli ha offerto le sedi e li finanzia. Non ci stupiamo, perché sappiamo che questi si muovono solo per i loro interessi e per questo noi siamo altro.

Intendiamo dire forte e chiaro che quello che è successo a Genova non è un episodio isolato: i compagni e le compagne delle altre città e paesi lo vivono quotidianamente e da anni. Quest’attenzione mediatica è opportunistica. Rifiutiamo i vostri riflettori, la vostra finta indignazione, non ci strumentalizzerete per i vostri interessi politici.

Non siete e mai sarete i nostri interlocutori.

Continueremo a contrastare le politiche fasciste di governo dal decreto minniti orlando, al jobs act, alla buona scuola, agli accordi con la Libia. Continueremo a lottare contro l’odio, l’omofobia, la xenofobia, la guerra tra poveri che il neofascismo promuove.

Noi siamo altro. Ci vediamo in piazza De Ferrari il 3 febbraio”.