Oggi

Fiaccolate a Genova e Chiavari per ricordare Giulio Regeni

Iniziative promosse da Amnesty Liguria, Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani di Genova, comitato del Tigullio e studenti del liceo Delpino-Marconi di Chiavari

Genova. Oggi Amnesty International Liguria e ADI Genova, Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, organizzano a Genova una fiaccolata per continuare a chiedere “VERITÀ PER GIULIO REGENI”, a due anni dalla sua scomparsa.

Iniziativa anche a Chiavari: questo pomerigigo, alle 17.15, in piazza Mazzini, l’associazione “Verità per Giulio Regeni: il Tigullio non dimentica” promuove un presidio con fiaccolata verso l’ex chiesa dei Filippini, dove si terrà una manifestazione commemorativa con inizio alle 17.30. Sono previste letture, brani musicali e la proiezione di un video degli studenti del liceo Marconi-Delpino. L’iniziativa cade nel giorno del secondo anniversario della scomparsa di Regeni, il cui corpo venne rinvenuto il 3 febbraio.

A Genova un corteo partirà da palazzo San Giorgio alle ore 19.00 per arrivare in Piazza De Ferrari. Alle 19.41, ora dell’ultimo sms inviato da Giulio, si  fermerà per osservare un minuto di silenzio in Piazza De Ferrari.

Gli attivisti genovesi invitano la collettività a unirsi a loro, a Genova, e in tutte le piazze d’Italia, dove si svolgeranno  le iniziative.

Giulio Regeni era un cittadino italiano e uno studente di dottorato presso l’Università di Cambridge, nel Regno Unito. Stava conducendo una ricerca sui sindacati indipendenti in Egitto nel periodo successivo al 2011, quando finì il governo di Hosni Mubarak. Era al Cairo per svolgere la sua ricerca quando, il 25 gennaio 2016, il quinto anniversario della “Rivoluzione del 25 gennaio”, è scomparso. Il suo corpo, tumefatto da evidenti segni di tortura, è stato ritrovato nove giorni dopo, il 3 febbraio, in un fosso ai bordi dell’autostrada Cairo-Alessandria.

La brutale uccisione del giovane ricercatore italiano ha scioccato il mondo, ma ha anche acceso i riflettori sul metodo delle sparizioni forzate praticato oggi in maniera sistematica in Egitto e documentato attraverso fatti e testimonianze da Amnesty International in numerose occasioni. Il quadro che ne risulta è allarmante: in media tre/quattro persone al giorno sono vittime di sparizioni forzate nel Paese. Una strategia mirata e spietata, diretta dall’Agenzia per la sicurezza nazionale, che risponde al ministro degli interni egiziano Magdy Abd el-Ghaffar.

“Nonostante ciò, il governo italiano, perseguendo una volontà di “normalizzazione” nei rapporti con l’Egitto, ha rimandato l’ambasciatore italiano al Cairo il 14 settembre 2017 – spiega Amnesty – L’Italia ha così rinunciato all’unico strumento di pressione di cui disponeva per esigere verità per il nostro giovane connazionale.

Amnesty International continua la sua battaglia volta a far luce sulla brutale uccisione di Giulio Regeni e quella per fermare le sparizioni forzate e la tortura, praticate quotidianamente dalle autorità egiziane.

Dalla morte di Giulio è stata avviata una grande campagna di sensibilizzazione a cui migliaia di persone, enti, università, scuole, media hanno aderito esponendo sulle facciate delle città italiane striscioni, ormai divenuti simbolo inconfondibile della insistente richiesta di verità per Giulio Regeni.

“E’ necessario costruire un mondo in cui la ricerca e lo studio possano essere un diritto da esercitare senza correre pericoli alcuni – ha affermato il Responsabile di Amnesty Liguria Paolo Bensi – Accenderemo una fiaccola per Giulio  che sia un abbraccio alla sua famiglia e un segnale forte per mantenere alta l’attenzione su una morte ingiusta e atroce, nell’auspicio che si individuino quanto prima i responsabili”.

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