Clima teso

Elezioni 2018, convocata riunione urgente della minoranza Pd. Terrile: “Con queste liste in molti non voteranno Pd”

Appuntamento alle 18. La rabbia dell'ex segretario: "Non un genovese tra i capilista, nomi sconosciuti per accontentare gli equilibri interni"

Genova. Si infiamma il clima all’interno del Pd genovese in vista dell’ufficializzazione delle candidature e gli orlandiani vanno sulle barricate con una riunione d’urgenza convocata dal consigliere comunale Alessandro Terrile alle 18 di oggi in via Maragliano.

“Dei tre capilista il problema non è tanto che non c’è un orlandiano – commenta Terrile – ma che non c’è un genovese. Ci sono una spezzina, uno di Albenga che nessuno conosce uno di Casarza. Sono liste fatte per accontentare gli equilibri interni ma che non hanno il minimo rispetto per i territori”. Il risultato? Potrebbe essere “l’allontanamento dalle urne di una parte degli elettori rimasti nel Pd”. Uno scenario disastroso simile a quello delle Regionali di due anni fa.

Per questo, in attesa della direzione nazionale di questa sera (doveva essere convocata stamattina alle 10 ed è stata spostata alle 20) gli orlandiani non ci stanno e alzano la voce.

Secondo quanto trapelato finora da Roma Raffaella Paita, capogruppo in consiglio regionale della Liguria ed ex candidata governatrice per il Partito democratico, ha già pronte le valigie per Montecitorio: per la consigliera regionale spezzina sarebbe pronto il primo posto nel listino proporzionale per la Camera del collegio Genova-Bargagli-Rapallo-La Spezia. Al deputato uscente, Franco Vazio, dovrebbe andare la leadership nel proporzionale alla Camera per il collegio Sanremo-Savona-Genova-Serra Riccò, mentre il segretario regionale del partito e senatore uscente, Vito Vattuone, dovrebbe tornare a Palazzo Madama grazie al primo posto nell’unico proporzionale ligure per il Senato.

A differenza di quanto sembrava circolare nei giorni scorsi, invece, i ministri uscenti liguri Andrea Orlando e Roberta Pinotti potrebbero rimanere legati al territorio solo nel maggioritario – Spezia alla Camera per il guardasigilli e uno dei due uninominali a Genova per il ministro della Difesa, mentre per il proporzionale potrebbero essere paracaduti in collegi più sicuri, altrove.

E a sorpresa, ma forse non troppo, il segretario del Partito Democratico di Genova, Alberto Pandolfo, sostiena la linea degli orlandiani in merito alla composizione delle liste liguri: “Chiediamo che venga riconosciuta alla Federazione di Genova almeno una posizione di capolista nell’ambito dei collegi plurinominali della Liguria, al netto delle figure nazionali – dichiara Pandolfo renziano della corrente del ministro Pinotti – . Questo in virtù del peso demografico, sociale, economico, politico ed elettorale del territorio corrispondente alla Federazione provinciale PD di Genova dove vive quasi la metà della popolazione ligure”. “Nel percorso di definizione delle liste alle prossime elezioni politiche del 4 marzo, occorre seguire una strada il più possibile condivisa che ci porti a soluzioni equilibrate – conclude, ammorbidendo i toni – ritengo che un ruolo significativo per Genova possa essere espresso da figure nazionali che sono in campo e auspico che si componga un quadro di opportunità ulteriori anche per la Federazione di Genova”.

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