Nota riservata

Corteo del 3 febbraio, per la Cgil nessuna adesione formale ma “libertà di coscienza”

La decisione in una nota interna inviata solo ai segretari generali delle categorie

Genova. La Cgil non parteciperà formalmente al corteo antifascista del 3 febbraio ma con una nota interna il segretario della Camera del lavoro Ivano Bosco ha dato ai suoi “libertà di coscienza”.

Nessuna riunione dei delegati quindi, che avrebbe portato probabilmente il sindacato allo scontro aperto tra le posizioni fortemente contrarie alla partecipazione al corteo come quella della Fiom e dello Spi e quella di altre categorie che avrebbero voluto aderire. Il ’niet’ al corteo a dire il vero Bosco lo ha ricevuto direttamente da Susanna Camusso: “Nessuna adesione a una manifestazione se non si possono esporre i simboli della Cgil” avrebbe detto la numero uno della Cgil.

Non ha aiutato di certo la scelta dell’assemblea antifascista di ‘allargare’ i temi della mobilitazione e mettendo accanto all’antifascismo per esempio la lotta alla tav, tema su cui la Cgil si è sempre espressa in maniera favorevole e che ha fatto scorcere il naso a più di un delegato mentre altri avrebbero messo da parte le polemiche vista l’importanza della manifestazione soprattutto dopo l’accoltellamento di un militante antifascista avvenuta il 12 gennaio non lontano dalla sede di Casapound.

Qualcuno avrebbe voluto che dalla Cgil arrivasse un documento ufficiale e pubblico come quello dell’Anpi, ma il segretario generale genovese ha scelto invece di tenere un profilo basso: il documento è stato inviato esclusivamente ai segretari generali delle categorie con il divieto di inoltrarlo a chicchessia, compresi i propri delegati, e di parlarne solo a voce o in assemblea per chi avrà la possibilità di convocarla nei prossimi quattro giorni.

Un documento e una decisione che non mancano di suscitare qualche malumore nel sindacato proprio perché le categorie non sono state informate o coinvolte alcun modo nella decisione. Oggi per esempio si terrà una riunione degli autoferrotranvieri che fanno sapere che come delegati saranno compitamente in piazza. Stesso discorso vale quasi certamente per i portuali. E anche gli edili dovrebbero essere in piazza. Tutti come singoli cittadini certo ma un pezzo significativo della Cgil il pomeriggio del 3 febbraio sarà al corteo.