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Centro trasfusioni quasi a secco, Fidas risponde all’appello: “Serve intervento forte sul sistema”

Anche a causa del picco influenzale sono diminuiti drasticamente i donatori

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Genova. “Banca del sangue” a secco, probabilmente anche a causa dell’influenza che ha colpito in Liguria tante persone e quindi potenziali donatori. L’allarme è stato lanciato in queste ore da Paolo Strada, coordinatore dei centri trasfusionali liguri e primario del San Martino. Appello al quale rispondono alcuni dei soggetti che si occupano di raccolta sangue.

“Dal 4 al 7 gennaio abbiamo organizzato raccolte e raccolto 144 sacche – il presidente della Fidas di Genova, Emanuele Russo – stimoliamo continuamente i donatori a dare il loro preziosissimo contributo, la nostra segreteria si è attivata in tutte le componenti per telefonate e convocazioni per donatori anche nei fine settimana”.

Secondo il presidente della Fidas – insieme ad Avis l’associazione più conosciuta nel settore – serve però un intervento strutturale sul sistema trasfusionale nella Regione. “Da un lato – spiega Russo – è necessario far comprendere ai donatori l’importanza di una programmazione della loro donazione, prima di tutto in termini di qualità del prodotto che viene trasfuso a chi ne ha bisogno, come freschezza del sangue, maggiore efficacia terapeutica; diminuzione rischio di sprechi; certezza di avere sempre a disposizione il Sangue necessario. Allo stesso tempo, è necessario concordare con i tecnici e gli amministratori un segnale forte e chiaro, che permetta di fare percepire ai donatori l’importanza del loro contributo e, allo stesso tempo, l’apprezzamento che la comunità fa di questa figura”.