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Camogli, cuoco ‘obiettore’ libera la cernia ancora viva nella teglia. La storia di ‘Marta’ fa il giro del web

Il destino sembrava segnato per lei, ma la sua tenacia, e il cuore sensibile del cuoco, hanno fatto "il miracolo"

Genova. Sembrava tutto finito per lei, con il destino già impiattato a dovere. E invece, grazie al cuore buono di un cuoco “obiettore”, Marta ha ritrovato la libertà.

marta la cernia

Marta è la cernia più famosa della “rete”: Riccardo Braghieri, ex poliziotto oggi cuoco del ristorante Cucù di Camogli, l’aveva comprata da un pescatore fidato. L’esemplare “prelibato”, ancora vivo finisce rapido nelle cucine del ristorante, destinato ad diventare filetto succulento.

Una volta nella teglia Marta, pur essendo fuori dall’acqua ormai da qualche ora, però non si decide a morire. Il titolare del ristorante torna in cucina e vede la cernia che apre e chiude le branchie. Si commuove, non riesce a dire ai cuochi di metterla in forno così. E allora torna in sala, individua un cliente amico e gli chiede un favore: riportare la cernia in mare.

Braghieri si commuove davvero: “In cucina questa volta ci siamo impietositi tutti perché quella cernia sistemata in una pirofila ancora viva – ha detto – muoveva le branchie come se non volesse rassegnarsi alla morte”.

Discute con l’amico, lo porta in cucina, anche lui vede la cernia che boccheggia e si convince: deve riportarla in mare. “Il bello e’ che lui – ha detto ancora Riccardo – commosso come me mi ha anche proposto di restituirmi i 70 euro che avevo pagato al pescatore. Gli ho risposto di no: Marta l’avevo comprata e io la volevo liberare”.

Il cliente sistema la cernia più fortunata del mondo, con tutta la cura possibile, nel catino e dopo avere raggiunto una vicina spiaggia si rimbocca i pantaloni e entra in mare: cammina per un paio di metri con i piedi in acqua e poi libera Marta.

“Lei ora è in viaggio verso qualche tana, e noi siamo tutti contenti – ha commentato Braghieri su facebook, in calce al video – Senza la sua tenacia e voglia di vivere non ce l’avremmo fatta. Vale anche per gli esseri umani, alcuni lo chiamano miracolo”.