Alluvione 2011, venerdì la sentenza di appello. L’avvocato di Marta Vincenzi: “Sono mancate le comunicazioni al Coc" - Genova 24
Il processo

Alluvione 2011, venerdì la sentenza di appello. L’avvocato di Marta Vincenzi: “Sono mancate le comunicazioni al Coc”

Il 2 febbraio la Corte d'appello di Genova deciderà se confermare o meno la condanna a 5 anni per l'ex sindaco di Genova

marta vincenzi stefano savi

Genova. Sarà letto venerdì prossimo il dispositivo della Corte d’appello per il processo di secondo grado che vede imputato l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi, l’ex assessore comunale alla protezione civile Francesco Scidone e altri tre funzionari comunali per l’alluvione del 4 novembre 2011 che provocò sei morti.

In primo grado, poco più di un anno fa l’ex sindaco è stato condannato a 5 anni di reclusione per omicidio e disastro colposo e falso. E la stessa condanna è stata chiesta dalla procura generale

Nell’udienza di oggi, l’ultima visto che l’accusa ha deciso di non replicare, è stato proprio il difensore di Marta Vincenzi Stefano Savi a spiegare in un’arringa durata circa due ore e mezza perché l’ex sindaco dovrebbe essere assolto da tutti i capi di imputazione. “Quando qualcuno imputa al sindaco di non aver controllato se la macchina funzionava bene, rispondo che se al sindaco nessuno ha detto che qualcosa non funzionava, anzi. Il sindaco è sempre stato reperibile e non si è mai sottratto alle decisione” ha detto Savi. “Le informazioni che abbiamo ricevuto dovevano indurci al sospetto oppure no?” si è chiesto retoricamente l’avvocato dell’ex sindaco.

“Quando al centro operativo (Coc) iniziarono ad avere le informazioni – ha sostenuto il legale – la macchina si attivò in modo completo, ma ormai era troppo tardi. Se dal territorio fossero arrivate le informazioni già dalle 10.15, quando iniziò a piovere più forte, allora si sarebbe potuto fare qualcosa. Ma quelle comunicazioni importanti non arrivarono se non due ore dopo perché il volontario Mangini non era al suo posto e la polizia municipale si è limitata a guardare i tombini”. Per Savi il sindaco però ” Non può essere responsabile di quella mancata comunicazione”.

Rispetto al reato di falso per la creazione del verbale con gli orari alterati Savi ha ribadito come la riunione incriminata a cui avrebbe partecipato il sindaco prima della conferenza stampa del tardo pomeriggio del 4 novembre non sarebbe mai esistita e come la Vincenzi seppe della bomba d’acqua nel pomeriggio, le venne data quella versione e la prese per buona e per questo ci mise la faccia ripetendola anche anche in televisione”.

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