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Aggressione agli antifascisti, Ghini (Uil): “Preservare gli spazi sociali”

Il segretario ligure: "Il ripetersi e l’acuirsi di alcuni episodi ci fa pensare che, ancora una volta, ci sia chi sta percorrendo una via molto pericolosa che ci riporta agli anni bui della nostra storia, ovvero la via dell’estremismo fascista e del terrorismo che noi, come sindacato, rigettiamo con forza"

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Genova –  “Preservare gli spazi sociali respingendo il fascismo è il dovere di ogni istituzione democratica”. Lo dice Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria, commentando l’aggressione agli antifascisti a Genova.

“Abbiamo chiuso il 2017 con una lettera unitaria al sindaco Bucci e al presidente della Regione Liguria Toti, un appello accorato alle istituzioni affinché  venga preservato e rilanciato l’antifascismo come vero patrimonio culturale trasversale di tutte le forze politiche di Genova e della Liguria – afferma Ghini – Il ripetersi e l’acuirsi di alcuni episodi, come l’aggressione avvenuta venerdì ai danni di un esponente del collettivo “Genova Antifascista”, ci fa pensare che, ancora una volta, ci sia chi sta percorrendo una via molto pericolosa che ci riporta agli anni bui della nostra storia, ovvero la via dell’estremismo fascista e del terrorismo che noi, come sindacato,  rigettiamo con forza”.

Ghi prosegue: “La distanza siderale dai nostri valori democratici, ci chiama a reagire tutti insieme e in maniera unitaria e concreta, proprio come ha detto il Ministro della Giustizia Orlando; ci sentiamo chiamati a muoverci  insieme a tutte le forze che agiscono e credono nella democrazia”.

 

Il tema della vigilanza resta in primo piano.

“Ribadiamo che la vigilanza non può essere lasciata solo alle forze dell’ordine, ma è compito anche delle istituzioni rimarcare il perimetro dei valori democratici in cui deve svolgersi la vita dei nostri cittadini – sottolinea il segretario della Uil – È evidente che il grave episodio avvenuto a Genova venerdì scorso, ultimo di una serie di eventi, non sia solo opera di persone che inneggiano al becero fascismo, ma sia opera di persone dalla mente criminale che utilizzano la violenza per fare spazio a idee malsane e dannose per la società”.

La Uil, dal canto suo,  “non intende lasciare vuoti democratici né interstizi in cui lasciare agire gli estremismi: dalle associazioni alla politica dobbiamo  riuscire  a coprire ogni ambito di disagio sociale in cui tentano di annidarsi le forze antidemocratiche”.