Pallanuoto

Serie A2, Chiavari ospita Lavagna. Andrea Mangiante: “Affronteremo la partita come un altro tassello di crescita”risultati

Il derby andrà in scena domani alle ore 18 nella vasca dei biancoblù

Chiavari. Puntualmente alle ore 20,30 (orario duro, ma ancora accettabile se paragonato ad altre società più disagiate) la Chiavari Nuoto si stringe attorno al tecnico Andrea Mangiante, che sarà ancora assente per squalifica dalla panchina verdeblù, sostituito da Gigi Burlando, per il consueto allenamento.

Domani a Lavagna, alle ore 18, è in programma il derby fra le due società, rappresentanti due città separate da nemmeno un chilometro e dal fiume Entella.

Normalmente e è la partita che si attende tutto l’anno, così come avviene puntualmente in Liguria per lo spirito di campanile. L’anno scorso fu la partita d’esordio, con Chiavari subito in triplo vantaggio e poi sconfitta alla fine per una sola lunghezza.

Quest’anno la squadra del presidente Ghio vi arriva dopo una partenza difficile. “Abbiamo zero punti – dice Ea Mangiantein seguito a due partite non belle, ma bisogna saper analizzare. Per prima cosa sono cosciente del fatto che non tanto dal punto di vista fisico, quanto da quello dell’amalgama abbiamo qualche problema, avendo iniziato ad allenarci per una una A2 praticamente a metà ottobre, quando ci è stato comunicato il ripescaggio. Inoltre, fra la squalifica mia, di Oliva e di Barrile, che nel frattempo si è anche infortunato alla mano, la lungodegenza di Botto, che non sappiamo se sarà recuperabile, abbiamo tre giocatori in meno che costituiscono l’ossatura della Chiavari Nuoto. Giusto percepire i campanelli d’allarme, ma non ne farei una tragedia. Sono convinto che prossimamente, a cominciare non dal derby con il Lavagna di sabato prossimo, ma dalla gara con il President e poi nell’anno entrante, vedremo qualche cosa di nuovo e di bello“.

Hai visto qualcosa di bello nel frattempo? “Sì ne ho viste di cose belle – prosegue l’allenatore -. Non è facile, ripeto, trovare positività in una situazione del genere, ma esistono buoni presupposti per il futuro. Ad esempio sono stati impiegati più ragazzi di 16 anni che hanno voglia di crescere, che mostrano applicazione. L’anno scorso abbiamo cominciato bene e poi è finita male. Quest’anno sarei proprio contento se si verificasse il contrario. Certo dobbiamo metterci del nostro, soprattutto in termini di grinta. Quella io la posso suggerire ai ragazzi, ma loro devono metterla in pratica nella maggior quantità possibile e tirarla fuori. Poi devono capire la differenza fra l’agonismo del sabato e le sedute di allenamento in settimana”.

Lavagna, un derby. Loro provengono da una vittoria facile sull’Arenzano e da una sconfitta con il forte Quinto. Che idea ti sei fatto? Sentite il clima del derby? “Che sia un derby potrebbe essere un vantaggio per noi perché emotivamente metteremmo quella grinta di cui parlavamo prima e che senza questo stimolo non avremmo. Noi tuttavia affronteremo la partita come un altro tassello di crescita, come pure sarà quella con il Bologna. Ritengo il Lavagna sempre un’ottima squadra, che ha cambiato qualcosina, ma che non ha perso niente delle belle cose che ha; giocano sulla falsariga del gioco di Risso, ma è normale perché è fisiologico che Martini deva avere un po’ di tempo a disposizione per plasmarla a sua immagine. E’ una squadra che gioca sempre sul ritmo, sull’entusiasmo, sulle controfughe. Dipende da noi. Dovremo essere presenti. Quando lo siamo, siamo capaci di buone prestazioni; se siamo assenti, diventa un disastro. Ma questa – conclude Mangiante – è una regola generale”.