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Pronto soccorso, il consigliere PD Pippo Rossetti va a toccare con mano: “Situazione critica”

L'esponente dell'opposizione attacca l'assessore Viale: "Villa Scassi, Galliera e San Martino in affanno, non è possibile che un'influenza diventi emergenza"

2 gennaio 2017, caos nei pronto soccorso

Genova. “Non è possibile che la classica influenza di stagione, prevedibile e attesa, diventi ancora una volta un’emergenza”. Lo dice il consigliere regionale del Pd Pippo Rossetti che, dopo le polemiche dei giorni scorsi, oggi ha visitato i pronto soccorso degli ospedali genovesi per verificare personalmente cos’è successo e cosa potrà capitare da qui alla fine delle festività natalizie. E racconta la sua esperienza.

“Purtroppo anche nella giornata odierna al San Martino, al Galliera e al Villa Scassi ci sono stati alti flussi di affluenza con ricadute sui tempi di attesa per gli utenti. Il personale ospedaliero fa davvero il possibile per garantire il servizio. L’ho trovato stanco e preoccupato per i prossimi giorni. Non è facile lavorare in una situazione di costante sovraffollamento avendo saturato i posti ospedalieri e c’è da chiedersi quali soluzioni potranno essere trovate sui flussi post Capodanno e post Epifania”.

Secondo il consigliere regionale del Partito Democratico “i picchi di presenze di anziani con una comorbilità aggravata da raffreddamento e dall’influenza sono prevedibili e richiedono un’organizzazione che consenta di gestirli in modo ordinario assumendo che l’emergenza è esito non di un imprevisto, ma di una cattiva organizzazione.
Dopo i disagi dello scorso anno la situazione non è migliorata e la Regione Liguria si è fatta nuovamente trovare impreparata. D’altra parte – sottolinea l’esponente del Pd – la prima riunione organizzativa per i picchi influenzali è stata fatta solo il 20 dicembre e andava invece organizzata a ottobre, per programmare ben prima tutte le azioni necessarie. I provvedimenti vanno presi in anticipo e riguardano in modo articolato la strategia di assorbimento dei codici bianchi e verdi che, una volta assistiti, devono essere collocati in luoghi di cura in modo tempestivo a loro tutela e allo scopo di decongestionare gli stessi presidi di pronto soccorso”.

Rossetti ricorda come “la medicina territoriale, in questi ultimi due anni e mezzo di Giunta Toti, non sia stata minimamente potenziata dalla Regione. Ciò – sostiene – determina flussi di pazienti che potrebbero essere curati a casa dal medico di famiglia. La Regione deve organizzare una rete tra ospedali ed enti accreditati (per esempio le strutture per post acuti) per ricoverati anziani dimessi dagli ospedali e potenziare il personale medico, infermieristico, socio sanitario e ausiliario (mancano OSS e portantini) e riorganizzare i processi interni ai presidi ospedalieri in modo da programmare l’assorbimento di pazienti dal pronto soccorso ai reparti. Mi è stato raccontato – spiega il consigliere del Pd – che ieri sono stati visitati pazienti in piedi ed è pazzesco che al San Martino, dove già non mancano i problemi di affollamento, vengano dirottate persone dal savonese e dall’imperiese e da tutto il genovesato per traumi”.

La replica di Sonia Viale. “Se il consigliere Rossetti avesse effettuato una visita nei Pronto soccorso genovesi anche lo scorso anno, oggi avrebbe potuto constatare ‘de visu’ la differenza, riscontrando come la situazione sia nel complesso sotto controllo. Quest’anno, forse in vista delle elezioni politiche, ha trovato il tempo per recarsi nei Pronto soccorso, senza tuttavia avere un termine di paragone: a differenza di quanto scrive Rossetti, il sistema nel complesso sta reggendo al maggior afflusso di pazienti che avevamo previsto”. Così la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale replica al consigliere del Partito Democratico in merito alla nota diffusa dall’esponente ligure del Partito Democratico. “Spiace constatare – aggiunge la vicepresidente Viale – che tutte le iniziative illustrate al consigliere Rossetti nel corso dei suoi sopralluoghi odierni da parte degli operatori presenti in tutti gli ospedali vengano liquidate dall’esponente del Pd con la parola ‘fallimento’: un termine che non è rivolto a me in quanto assessore ma a tutti coloro i quali sono protagonisti di queste giornate di lavoro con impegno e abnegazione. Si tratta, peraltro, delle misure in parte già attuate e in parte contenute anche nel Piano sociosanitario recentemente approvato e su cui il consigliere Rossetti ha espresso un voto contrario in aula”.

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