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Pendolari contro Trenitalia: “Ci impediscono di raccogliere le firme a bordo dei treni”

"Servono sanzioni pesanti, risarcimenti ai pendolari e un piano neve- emergenza degno di questo nome”

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Genova. “Stavo raccogliendo firme quando un controllore mi ha detto che non ero autorizzata a fare questa attività, ho preferito non fare polemiche e mi sono fermata”. A raccontarlo è Manuela De Lorenzi, del Comitato Difesa Trasporti Valli Stura e Orba che, a bordo di un treno, stava raccogliendo le firme per la petizione delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitato Pendolari a favore di nuove regole in caso di emergenza meteo e per il blocco del contratto di servizio fra Regione Liguria e Trenitalia.

raccolta firme pendolari

“Tra l’altro erano in moltissimi che volevano firmare – spiega – visto che ieri sera abbiamo avuto parecchi disservizi sulla nostra linea. A causa della rottura di un passaggio a livello molti treni hanno avuto ritardi senza dare nessuna informazione.

“Questo gravissimo fatto – spiegano in un comunicato Assoutenti e i comitati – induce Assoutenti a interrompere qualsiasi rapporto con un’impresa che lede i diritti democratici degli italiani e rifiuta, attraverso il proprio Amministratore Delegato un serio confronto sugli inqualificabili e incivili modalità in cui viene espletato un servizio essenziale come la mobilità per migliaia di lavoratori e studenti.

Assoutenti, quindi, continuerà, con l’aiuto di decine di pendolari la raccolta firme sia nei banchetti presso le stazioni, sia sui treni, sia a livello telematico, “assolutamente non intimidita dal comportamento di una impresa che pensa di operare in una feroce dittatura”.

“Abbiamo notato molta rabbia da parte dei pendolari – spiega il Presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – che hanno comunque capito lo spirito della nostra lettera aperta che chiede, alla Regione Liguria, un intervento deciso. Servono sanzioni pesanti, risarcimenti ai pendolari e un piano neve ed emergenza degno di questo nome”.