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Omicidio Sestri Levante, Ginocchio aveva provato a uccidere la sera prima: è lui l’esecutore, traviato dalla Barbosa foto

La coppia è stata arrestata all'alba di oggi dopo giorni di indagini, fondamentale l'analisi di diverse telecamere di sorveglianza

Genova. Ci ha provato per ben due volte Paolo Ginocchio a uccidere Antonio Olivieri. Il primo tentativo, la sera del 22 novembre, tra le undici e mezzanotte. L’uomo ha scavalcato un muretto sul retro dell’abitazione di Olivieri ed è andato a staccare la corrente per indurre la vittima a scendere nello scantinato per finire nella trappola mortale. Ma Olivieri, quella sera, dormiva già così Ginocchio è risalito in auto ed è tornato nell’abitazione di Cavi di Lavagna dove vive con la Barbosa. Alle 5 del mattino dopo si rimetterà in moto per Sestri Levante. Stessa tecnica ma questa volta Olivieri, che si era già alzato, ha visto la luce saltare ed è sceso nello scantinato cadendo nell’agguato mortale.

La ricostruzione degli investigatori, oltre alle rilevanze scientifiche, si basa sull’analisi di circa 24 ore di telecamere tra Sestri Levante e Cavi di Lavagna che hanno ricostruito i movimenti dell’auto dell’uomo, come ha spiegato in conferenza stampa la responsabile della sezione omicidi della mobile Cristina Fava.

A uccidere Olivieri sarebbe stato solo Ginocchio, mentre le 35enne brasiliana sarebbe la mandante morale: secondo gli investigatori della squadra mobile diretti da Marco Calì la moglie di Olivieri, per colpa del vizio del gioco, aveva un estremo e continuo bisogno di soldi e avrebbe traviato il nuovo fidanzato fino a indurlo a commettere l’omicidio.

Bruco, il degrado del fratello minore

I due sono stati arrestati tra le 2 e le 4 di questa notte su ordinanza del gip Borzone su richiesta del sostituto procuratore Pier Carlo Di Gennaro. Al momento dell’arresto non hanno detto nulla e domani mattina saranno interrogati dal gip per la convalida dell’arresto. Si trovano rispettivamente in carcere a Marassi e a Pontedecimo.

Sulla vettura di Ginocchio, sotto la ruota di scorta, è stata trovata anche una mazzetta di fascette nere e numerate da cui mancavano proprio alcuni ‘numeri di serie’ corrispondenti a quelle trovate al collo di Olivieri. Ancora non è chiarissimo se a uccidere Olivieri sia stato lo strangolamento, ma probabilmente i colpi alla testa dati con un oggetto tagliente e contundete sono stati fatali. L’arma non è stata però trovata.