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Mercantino di San Nicola, il bilancio di un’edizione difficile, tra de-location, maltempo e “concorrenza”

Il nuovo allestimento di piazza Sarzano ha portato qualche difficoltà, riducendo la portata dell'incasso destinato alla beneficienza

Genova. Uno dei simboli del natale genovese è senza dubbio il Mercatino di San Nicola, appuntamento divenuto oramai tradizione, che unisce spirito natalizio, artigianato, eventi, gastronomia alla beneficenza, unico esempio del genere in città.

Quella di quest’anno è stata un’edizione storica: per la prima volta, infatti, il mercato ha trovato posto in piazza Sarzano, visto che la usuale piazza Piccapietra sarebbe stata occupata dai cantieri durante tutto il periodo natalizio e oltre. Una location che ha sicuramente aggiunto la nota pittoresca di essere nel cuore antico della città, ma che forse ha portato qualche problema: “Dopo tanti anni in Piccapietra, la gente deve riabituarsi” ha commentato Marta Cereseto, presidente della associazione Mercatino di San Nicola, commentando il bilancio di chiusura della 29°edizione anticipato ieri da una nota stampa.

Un bilancio che non ha nascosto qualche difficoltà: “Che si è riflessa sull’incasso e, di conseguenza, sulla cifra che doneremo in beneficenza – ha sottolineato la Cereseto – La somma che siamo riusciti a raccogliere si aggira tra i quindici e i ventimila euro, è un buon traguardo, siamo soddisfatti, ma è una cifra inferiore a quello dell’anno scorso, che si aggirava intorno ai 30 mila».

I ricavati del Mercatino di San Nicola saranno devoluti a quattro progetti benefici: il programma dell’Associazione di Volontariato “Komera Rwanda”, il “Progetto Clinico – Traslazionale Italiano per il Neuroblastoma”, il programma a sostegno della terapia genica per l’Atassia di Friedrich e il “Progetto di accoglienza della Parrocchia di Nostra Signora delle Vigne”, portato avanti dal Vescovo ausiliare della Diocesi di Genova Nicolò Anselmi.

Oltre alle vecchie abitudini difficili da scalfire, ci si è messo anche il maltempo, “abbiamo dovuto rimandare più spettacolo, e sicuramente non ha invogliato i cittadini a uscire”; ma non solo: “il nostro progetto ha rilanciato “una moda” ripresa da molti, cioè quella dei mercatini, e anche questo fatto non ci ha agevolato” sottolinea Marta Cereseto, riferendosi alle molteplici situazioni mercatali presenti quest’anno in centro città, da piazza De Ferrari alle bancarelle dei vicoli e piazza Matteotti.

Va detto che, alla luce dei fatti, la nuova location è stata più una “de-location”, eradicando il mercatino dal cuore cittadino dello shopping per innestarlo sulla “cima” della città vecchia, tagliandolo fuori dal giro “di chi ci capita”. Forse. “Ma quindi l’anno prossimo dove sarete, ancora a Sarzano?” “No comment” è la risposta. Oggi è troppo presto per parlarne, ma se di vuole salvare un piccolo ma grande tesoro della città bisogna muoversi in tempo.