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La crisi del lavoro non fa sconti nemmeno a Natale: Ericsson e Abb, domani doppia protesta a Genova

La multinazionale svedese continua a tagliare posti di lavoro, mentre Abb va avanti sulla strada dello scorporo di un ramo d'azienda

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Genova. Nuovo sciopero domani per i lavoratori di Ericsson. La decisione è stata presa dai sindacati a livello nazionale in risposta alla ennesima decisione dell’azienda che ha presentato il “Reduction Plan” che prevede l’uscita di mille dipendenti. A livello genovese dal primo gennaio 25 lavoratori del settore manutenzioni saranno ceduti ad un’altra società. “Questa multinazionale – scrive la Slc-Cgil – anziché investire nel settore delle telecomunicazioni in continua evoluzione e sul quale ricerca e innovazione rappresentano la carta vincente, preferisce stare sul mercato con esuberi, cessioni di ramo d’azienda, tagli salariali”. Il sindacato delle comunicazioni della Cgil accusa il governo di non aver fatto “praticamente nulla per contrastare la strategia aziendale” ma anche Regione e Comune hanno una parte di responsabilità: “Quello che è stato chiesto in questi anni a Regione e Comune era un preciso indirizzo politico che condizionasse Ericsson almeno nella parte di loro competenza, ossia la collina tecnologica degli Erzelli, dove si dovrebbero concentrare le eccellenze di questa città. Ad oggi è stata solo tentata una ricollocazione del personale già allontanato la scorsa estate e che al momento non ha ancora trovato collocazione”.

L’appuntamento è per domattina alle 8 agli Erzelli.

In piazza domani con un presidio anche i lavoratori di Abb dopo la decisione della multinazionale svizzera di procedere allo scorporo di un proprio ramo d’azienda al gruppo saudita Arkad Engineering and Construction Co. specializzato nel settore OIL and GAS, attualmente privo di insediamenti produttivi in Italia e nel resto dell’Europa. La procedura coinvolge 200 lavoratori di cui una ventina genovesi. L’appuntamento è dalle 7.45 alle 9.45 davanti alla sede di via Albareto.