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Solo parole?

Dalla “sostituzione etnica” al “sovranismo”: quel linguaggio comune dai naziskin alla Lega

L'intervista con il giornalista e blogger Leonardo Bianchi, autore di un libro sul 'gentismo'

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Genova. Se la destra istituzionale cerca, a volte convintamente altre decisamente meno, di prendere le distanze dall’onda nera dell’estrema destra, un’analisi del linguaggio utilizzato, dagli slogan ai concetti, a partire dal tema immigrazione evidenzia un’innegabile contiguità semantica con la conseguenza per i cittadini-elettori di una legittimazione di fatto dei movimenti di estrema destra.

Basti pensare agli slogan più in voga del momento, dal padroni a casa nostra all’hashtag #noiussoli che si vede dai profili Facebook dei leghisti a quelli di Casapound, dallo stop invasione ai concetti di sovranismo e sostituzione etnica.

Per provare a spiegare da dove arrivano queste parole e come mai sono finite nel mainstream Genova24 ha intervistato Leonardo Bianchi, giornalista e blogger, che collabora con Vice Italia, Internazionale e Valigia Blu. Bianchi ha scritto quest’anno il suo primo libro ( La Gente, Minimun Fax), un reportage senza eguali sul populismo o meglio sul ‘gentismo’ tra fake news, piazze urlanti e la deformazione sistematica degli eventi storici.

Partiamo dai fatti di Como. “Anzitutto c’è da dire che il volantino letto dai boneheads è scritto con un linguaggio che appartiene a tutta la destra. Se togliamo i bomber potrebbe essere scritto da Salvini” dice Bianchi anche per spiegare implicitamente come il leader della Lega Nord abbia liquidato il blitz con “sono quattro ragazzi”.
Nel volantino emerge forte un concetto non nuovo nel dibattito politico italiano, quello della sostituzione etnica.

“Il concetto l’ha coniato diversi anni fa l’intellettuale francese di estrema destra Renaud Camus che parla di grand remplacement. In soldoni significa che i francesi stanno per essere soppiantati da popolazioni originarie del Magreb e africani. Una teoria che non ha alcuna base, ma che amplifica a dismisura il fatto che nelle città europee oggi non abitano solo ‘europei’. E’ a suo modo raffinata e per questo non appare a una prima analisi come becera e razzista”. E così il concetto di sostituzione etnica viene utilizzato senza soluzione di continuità da Veneto Fronte Skinhead, CasaPound e dallo stesso Matteo Salvini che l’ha utilizzato ancora in un’intervista a Sky del 3 dicembre (“un’invasione pianificata del nostro paese. Un tentativo di sostituzione etnica dei nostri lavoratori con dei disperati”).

La sostituzione etnica ha di fatto sostituito nel dibattito la teoria del genocidio dei popoli europei (cioè dei bianchi) del cosiddetto Piano Kalergi perché genocidio era una parola troppo forte mentre quella di sostituzione che si basa a sua volta sul differenzialismo anziché sul razzismo biologico è più accettabile”.

Veicolare slogan poi diventa fondamentale visto che la destra da tempo ormai ha declinato a suo modo il concetto di egemonia culturale come strumento per imporre le proprie narrazioni.

Un altro concetto chiave che mette d’accordo tutti è quello di sovranismo: “Il sovranismo fa leva sul concetto di sovranità nazionale, ma è una sorta di contenitore che può essere riempito o declinato in vari modi” spiega Bianchi.
Per questo da un lato si definiscono “sovranisti” gli hammerskin di Lealtà Azione, si definisce sovranista il nuovo movimento di Storace Alemanno (che fra l’altro verrà presentato a Genova il 16 dicembre con l’endorsement alla Lega e a Salvini premier) e si definisce sovranista la Lega targata Salvini (che da tempi del secessionismo ha fatto un bel salto), nonostante le critiche di Bossi e di Maroni.

Come arrivano questi concetti fra la gente? “Queste idee quando vengono riversate in basso ed entrano nel linguaggio della gente comune hanno la caratteristica di essere appetibili e accessibili perché spiegano in maniera non veritiera e distorta una realtà molto complicata e sfuggente che richiederebbe una spiegazione complessa” dice Bianchi.

Un esempio su tutti ha ancora una volta a che fare con l’immigrazione: “E’ evidentemente un fenomeno che ha molteplici cause ma loro semplificano con un doppio concetto: da un lato il piano che è quello della sostituzione etnica, dall’altro i mandanti che sono i poteri forti, di volta in volta sono il Governo, l’Europa, le banche ecc. E questo schema consente anche di passare come non razzisti, visto che la colpa non sarebbe direttamente dei profughi bensì di chi ‘li manda qui a sostituirci’. Anche se poi come ben sappiamo le azioni concrete messe in campo in particolare dall’estrema destra hanno come obiettivo proprio quelli che non avrebbero responsabilità”.