Quantcast
"contro il laicismo radicale"

Crocifisso in uffici pubblici, scuole e Sala Rossa. Passa la mozione di Lega Nord e maggioranza

Bagarre in aula consigliare, ma alla fine passa la linea delle "radici cristiane"

crocifisso scuola

Genova. Radici cristiane, lotta al laicismo radicale, necessità di riaffermare con forza i valori fondanti della nostra società. Queste le motivazioni in sintesi portate da Lega Nord, Fratelli d’Italia e Vince Genova a supporto della mozione che impegna il sindaco e la giunta a affiggere il Crocifisso in Sala Rossa, in tutti gli uffici pubblici e nelle aule scolastiche genovesi.

“La società europea occidentale è nata dall’incontro tra il mondo greco-romano e la religiosità cristiano-giudaica – a sottolineato Lorella Fontana, capogruppo di Lega Nord – e quest’ultima ha rappresentato il lievito che ha consentito la strutturazione, dal 33 d.C. in poi, delle categorie filosofiche, culturali, artistiche e sociali che contraddistinguono la nostra tradizione”. E poi “Il laicismo radicale ha contribuito ad esiti tutt’altro che positivi come l’abolizione dei festeggiamenti come il Natale e la Pasqua”.

Bagarre in aula. Baroni, Forza Italia, pur dichiarandosi favorevole alla mozione, ha ricordato come “Cristo ci ha portato anche degli insegnamenti come l’amore e l’accoglienza, categorie che la Lega Nord ne sta facendo un uso un po’ provvisorio. Certe cose non dovrebbero essere usate per delle “crociate” politiche”.

Paolo Putti cita il Vangelo: “Qualcuno ha detto, branco di ipocriti loro dicono di onorarmi ma ignorano i comandamenti di Dio” ricordando come su certi argomenti non bisogna speculare.

Campanella, Fratelli d’Italia: “Io sono cristiano e credo che questo simbolo non offenda nessuno”. Rincara la dose Davide Rossi, Lega Nord: “rappresenta le nostre radici”, a cui risponde Putti: “Allora mettiamoci anche un’ancora e una banconota visto che siamo un popolo di navigatori e banchieri”.

La minoranza si esprime compatta con il non voto “Presenti non votanti”: “L’articolo 7 della nostra Costituzione tutela la laicità dello stato ed esistono normative nazionali sulla materia – ha detto Maria Tiini del Movimento 5 Stelle – abbiamo una marea di problemi di cui occuparci. L’appartenenze ad un culto è una questione personale”.

E così, dopo oltre un’ora di discussione, il Consiglio Comunale approva la mozione: il Crocifisso arriverà negli uffici comunali aperti al pubblici e della mozionene saranno informate le scuole, spinte ” a valutare la possibilità di apporre un esemplare”. I proponenti hanno festeggiato con lo scatto di rito, tutti intorno ad un Crocefisso: presto, quindi, arriverà a vigilare i lavori della Sala Rossa. Il suo calvario non è ancora finito.

Più informazioni
leggi anche
Bruco, il degrado del fratello minore
La polemica
Il crocifisso sbarca nell’aula rossa di Tursi, oggi il primo consiglio comunale “dopo Cristo”
Con Burqa in consiglio Regionale
Consiglio comunale
Dopo il sì crocefisso, il no al burqa: a Tursi pronta nuova mozione “calda” della Lega