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Caos treni, la lettera aperta dei pendolari al sindaco Bucci: “Fulmine a ciel sereno, si confronti con noi”

"L'ipotesi di implementazione di treni a mercato, in una linea con un tasso di saturazione tracce giunta al 96,9% è una notizia che preoccupa il pendolare ma anche l'integrità del suo nucleo familiare"

Genova. Il giorno dopo le dichiarazioni del sindaco Marco Bucci sull’ipotesi di trovare un “competitor” per Trenitalia, arrivano le reazioni dei pendolari, che da anni vivono sulla loro pelle tutti i “disastri” di un servizio in balìa degli eventi. Documentandolo.

Diffusa in giornata una lettera aperta indirizzata al primo cittadino, di cui pubblichiamo integralmente il testo:

“Vorremmo sottolineare che i 480 genovesi che, ogni giorno, si svegliano alle 5.30 e tornano a casa alle 21.00 (in assenza di problematiche) non sono soltanto reduci da 3 giorni di inferno dovuti all’incapacità del gestore delle infrastrutture e dell’impresa ferroviaria – attualmente monopolista – in Liguria di gestire un’emergenza meteo largamente prevista, ma anche da un anno costellato da ritardi medi di 40 minuti per ciascun viaggio, ritardi dovuti alla vetustà della linea ferroviaria e del materiale rotabile impiegato.

Da uno studio statistico emerge che questi 480 genovesi hanno un’età media di 53 anni, sono in gran parte laureati e  sono stati espulsi dal ciclo produttivo genovese fra la fine degli anni ’90 dello scorso secolo e l’inizio del nuovo millennio: godono di un reddito medio-basso e la loro integrità psico-fisica è stata ed è messa costantemente a repentaglio dalle squallide condizioni in cui si svolge il loro pendolarismo fra Genova e Milano. Attualmente il costo dell’abbonamento ferroviario è di 187,00 € al mese, cifra che già rappresenta una quota percentuale molto rilevante del loro reddito.

L’ipotesi di implementazione di treni a mercato, in una linea con un tasso di saturazione tracce giunta al 96,9% e percorsa da un treno con tracce eterotachiche ogni 3 minuti nelle tratte più a rischio, è giunta a noi come un fulmine a cielo sereno, una notizia che preoccupa il pendolare ma anche l’integrità del suo nucleo familiare.

Vorremmo precisare che questi treni (Frecciarossa o Italo che fossero), introdotti in fasce pendolari (ovvero dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 17.00 alle 20.00) non potrebbero comunque circolare perché minerebbero la regolarità della circolazione di 86 treni sussidiati dalle tre Regioni (Liguria, Piemonte e Lombardia) che insistono sulla linea e che trasportano ogni giorno circa 14.000 pendolari.

Non si può inoltre non sottolineare che questi treni, sarebbero inaccessibili ai pendolari (come tutti i treni ad alta velocità in Italia, un settore che ha assorbito una quota irrilevante di pendolarismo) a causa delle tariffe insostenibili (abbonamenti fra i 300,00 e i 400,00 euro): risulta quindi evidente che essi sarebbero a vantaggio di pochissimi utenti ad alto reddito.

Altra cosa sarebbero Frecciarossa o Italo in orari non conflittuali con il pendolarismo, ovvero fra le 9.00 e le 17.00 e dopo le 20.00, studiati per intercettare una clientela milanese attraverso pacchetti comprendenti non solo il viaggio bensì il pernottamento, le mostre presenti in città, l’Acquario e tutte le altre opportunità offerte da Genova.

I genovesi, che si recano a Milano da 18 anni, sono aggregati in GenovaMilanoNewsletter, comitato federato ad Assoutenti Liguria e sarebbero molto lieti di confrontarsi con lei su queste  tematiche  per addivenire alla evidenziazioni di soluzioni alternative condivise, efficaci e economicamente sostenibili per i genovesi diretti quotidianamente a Milano per ragioni di lavoro”