Le indagini

Arrestato per terrorismo a Genova, Benamir non risponde al gip. Sarà trasferito in un carcere di massima sicurezza

L'interrogatorio questa mattina nel carcere di Marassi

Genova. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Benamir Nabil, il marocchino trentenne arrestato martedì perché sospettato di far parte di una cellula jihadista che avrebbe potuto compiere attentati anche in Italia.

Benamir ha scelto di non rispondere alle domande del gip Nadia Magrini ma con il suo avvocato Manuela Mercatelli ha respinto tutte le accuse. Già oggi pomeriggio probabilmente l’uomo sarà trasferito da Genova ad un carcere di massima sicurezza dove vengono detenuti i sospettati di terrorismo internazionale.

Benamir era stato arrestato il 4 agosto di quest’anno in un appartamento in via di Pescatori alla Foce per aver picchiato e segregato la sua compagna, una giovane brasiliana con cui conviveva da qualche mese. A Genova era tornato a metà marzo, dopo aver vissuto qui quasi ininterrottamente tra il 2006 e il 2015 commettendo parecchi reati non però legati al terrorismo.

Secondo gli investigatori della Digos e la Procura di Genova Benamir si sarebbe radicalizzato negli ultimi due anni anche compiendo alcuni viaggi in Siria e in Iraq e sarebbe stato “inviato” in Italia per addestrare altri “lupi solitari” alla costruzione di bombe e all’utilizzo di ordigni per commettere attentati

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