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Anniversario Costituzione, associazione giuristi: “Fondamento per il vivere civile”. E citano Calamandrei e Pertini

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani ricorda l'importanza e la centralità del Lavoro all'interno della nostra Carta

Genova. Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani, in occasione della celebrazione del 70° anniversario della Costituzione italiana celebrato ieri, cita Piero Calamandrei, giurista e Capogruppo all’Assemblea Costituente del Partito d’Azione: “E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo- “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro “

“Purtroppo, i dati ultimamente diffusi dalla Caritas sulla povertà in Italia mettono in evidenza come un giovane su dieci viva in condizione di estrema difficoltà economica e 1 milione 292 mila minori versino in uno stato di povertà assoluta, alimentando così il disaggio sociale e il divario tra ricchi e poveri – sottolineano i giuristi in una nota stampa – Occorre quindi riflettere sulla modernità e validità della nostra Carta, in quanto, dopo ben settanta anni, rimane una delle testimonianze più alte del pensiero umano, per la lungimiranza dei contenuti proposti e l’elevatissima caratura morale esplicitata nei singoli articoli e nella globalità del documento, finalizzate all’edificazione di una società equa, giusta, solidale e proiettata nel futuro”.

Per celebrare l’attualità della Carta, l’associazione dei docenti cita anche Sandro Pertini, il quale sosteneva che “La Costituzione è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta”; per tal motivo – secondo i docenti – è necessario sistematicamente e capillarmente approfondire sempre più nella scuola le tematiche connesse al testo, nonché istituire linee programmatiche aggiornate, tali da “non rimanere velleitarie espressioni intellettualistiche, ma divenire sostanza dell’azione didattica, in quanto humus trasversale per tutte le discipline e fondamento per il vivere civile”.