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Tursi come un romanzo di Agatha Christie, lettera anonima con frecciate al consigliere Anzalone

In busta chiusa, è stato trovato nell'ala del consiglio comunale riservata alla stampa. Chi sarà l'artefice?

Genova. La lettera, non firmata e indirizzata in busta chiusa ai “signori giornalisti”, è arrivata poco prima dell’inizio del consiglio comunale di oggi, trovata dagli addetti stampa del Comune nello spazio riservato alla stampa, nell’aula rossa di palazzo Tursi.

Il protagonista dell’ironia pungente di chi ha scritto la lettera è Stefano Anzalone, attuale consigliere di Forza Italia e consigliere delegato allo Sport per la giunta di centrodestra.

Il testo. “Nei giorni scorsi Stefano Anzalone in Consiglio Comunale ha tenuto una lezione di coerenza teorizzando la filosofia dell’elastico. Indubbiamente Stefano Anzalone è davvero un esperto e testimone credibile in tal senso – si legge nella missiva che, poi, elenca le numerose esperienze politiche e sindacali del consigliere – inizialmente dirigente del Sap, sindacato di destra di Polizia di Stato, nel 2007 con Paladini in quota Margherita entra nell’Ulivo, nel 2008 è con l’Italia dei Valori, nel 2009 è assessore allo Sport con la giunta Vincenzi, nel 2013 fugge dall’Idv e fonda Progresso Ligure, nel 2016 è nominato consigliere con delega allo Sport da Marco Doria, nel 2017 si candida alle comunali con Forza Italia e oggi e consigliere delegato alo Sport con la giunta di centro destra. Stefano Anzalone – conclude il messaggio anonimo – un esempio di coerenza politica disinteressata per le nuove generazioni”.

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Stefano Anzalone ha commentato così l’episodio. “Sono consapevole che avere delle responsabilità nelle istituzioni locali possa suscitare invidie e gelosie. Il contenuto della lettera anonima pervenuta alla stampa evidenzia che rifiutare delle avances politiche, cosa ripetuta più volte negli anni, possa suscitare azioni isteriche e confuse da parte di chi non sa come sfogare la propria frustrazione. Sono queste reazioni tipiche di persone insoddisfatte e prive di seguito elettorale. Mi auguro che i giornalisti non prendano in considerazione una lettera il cui autore si nasconde dietro l’anonimato”.

Già nel corso dello svolgimento del consiglio, in tanti hanno iniziato a chiedersi chi potesse essere stato a scrivere, stampare e distribuire la lettera. L’indiziato numero 1, che però ha già escluso di essere coinvolto nella vicenda, è Luca Pirondini, capogruppo del M5S che propri dai microfoni del consiglio aveva espresso contenuti simili a quelli della lettera anonima. Pirondini, con una risata, ha detto: figuriamoci.

Nel Toto-Tursi c’è chi punta su Paolo Putti, di Chiamami Genova, più che altro perché non nuovo a iniziative “eccentriche” all’interno dell’aula. Ma, va detto, Putti ci ha sempre messo la faccia (qualcuno ricorderà i cartonati di Marco Doria portati dietro gli scranni, o le sagome dei Minions”.

Ipotesi affascinante, quella che la lettera arrivi da chi fa parte dello stesso gruppo consiliare di Anzalone. Da chi, magari, preferisce la carta ai social network. Guido Grillo, decano dell’aula rossa. Lui smentisce, via mail: “Dichiaro di non aver né scritto, né distribuito alcuna lettera riferita al Consigliere Anzalone”. Senza offesa. Suggestioni scaturite da un consiglio comunale trasformato in una partita di Cluedo. Dove la politica, se affrontata così, forse rischia giustamente di essere presa poco sul serio.