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Tramortito e poi strangolato l’artigiano ucciso a Sestri Levante, ritrovata la moglie foto

La donna, condannata per aver dato fuoco al motorino e minacciato il marito da cui era separata, ha fornito un alibi di ferro

Sestri Levante. Sarebbe stato prima tramortito con un colpo secco alla testa e poi strangolato, mentre era ancora vivo, Antonio Olivieri, l’artigiano di 50 anni trovato morto questa mattina a Sestri Levante. Questo secondo una prima ricostruzione degli investigatori anche se maggiori dettagli li fornirà l’autopsia, di cui il sostituto procuratore Piercarlo Di Gennaro è stata incaricata la dottoressa Sara Candosin, e che avverrà prossime ore.

Bruco, il degrado del fratello minore

Il corpo di Olivieri è stato trovato da alcuni operai, che hanno avvertito Polfer e Polizia di Stato. Delle indagini si sta occupando la Squadra Mobile di Genova. Il cadavere era in un bagno di sangue e, secondo quanto appreso, con una fascetta da elettricista attorno al collo.

Nel pomeriggio le indagini si erano concentrate sulla ricerca della moglie della vittima, Genosita Barbosa, conosciuta anche come Anita Brandao, 35enne di origini brasiliane dalla quale l’uomo era separato da qualche tempo.

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La donna, che pareva irreperibile visto che non si era presentata alle forze dell’ordine per un obbligo di firma a cui è sottoposta, è stata invece inviduata e ascoltata. Ha raccontato di avere dormito a casa di un vecchio amico e avrebbe comunque fornito quello che, per ora, sembra essere un alibi solido. Non è indagata ed è anzi stata avvisata dell’autopsia sul corpo del marito come parte lesa.

I due hanno due figli, minorenni, che, recentemente, erano stati affidati in forma esclusiva a Antonio Olivieri. L’uomo era stato indagato – accusa da cui era stato prosciolto – per maltrattamenti mentre due giorni fa in tribunale a Genova era stata la donna ad essere imputata in un processo, accusata di aver dato fuoco al motorino dell’ex marito. Non solo. La 35enne lo aveva minacciato più volte di morte e di bruciare la casa con i figli dentro dentro. Ed era stata condannata per esercizio arbitrario delle proprie ragioni e incendio del motorino del marito. Il tribunale le ha inflitto una pena di sei mesi di carcere, commutata in 12 mesi di libertà vigilata e, appunto, obbligo di firma.

Antonio Olivieri era molto conosciuto a Sestri Levante, sia per il suo lavoro, sia per la fitta attività “social” su alcuni gruppi Facebook frequentati dai cittadini della zona. Era amministratore del gruppo “I Mugugni di Sestri Levante”.