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Scuola, trasporti e servizi: la protesta dei sindacati di base. “C’è chi non si rassegna”

Studenti e insegnanti contro l’alternanza: “Sfruttamento del lavoro minorile"

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Genova. Sciopero generale con a Genova presidio davanti alla Prefettura e corteo questa mattina per i sindacati di base. “Un segnale forse che vogliamo dare al Paese – spiega Maurizio Rimassa del coordinamento Usb – vogliamo dire che non crediamo a tutti questi annunci di fantomatiche riprese. Abbiamo assistito a questi anni di crisi a politiche di attacco dei diritti dei lavoratori e al loro salario”.

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Politiche che hanno portato praticamente alla perdita del diritto alla pensione, alla precarizzazione totale dei rapporti di lavoro con il jobs act e hanno messo migliaia e migliaia di lavoratori, di pensionati e di cittadini in condizione di estrema difficoltà e con un futuro estremamente precario. Oggi siamo qui per dire che c’è chi non si rassegna a quello che ci vogliono imporre il governo italiano e l’Unione europea”.

In piazza anche gli insegnanti dei Cobas che protestano contro ” una buona scuola che evidentemente non ha funzionato – dice Ugo Gabaldi e non poteva funzionare come non hanno funzionato le riforme o presunte tali imposte alla scuola negli ultimi vent’anni, da Berlinguer alla Moratti per arrivare alla Fedeli”. “Sostanzialmente la buona scuola è un trasferimento di poteri da parte del governo ai dirigenti scolastici – aggiunge Roberto Pardini – che fanno quello che vogliono e impongono delle assunzioni in modo da avere dei colleghi che fanno tutto quello che dice il dirigente scolastico senza alcun valore pedagogico. Inoltre la buona scuola invece di aumentare gli stipendi a tutti assegna dei bonus con criteri discutibili a qualche insegnante. Poi c’è il tema dell’alternanza scuola lavoro che spesso si chiama sfruttamento del lavoro minorile sotto altro nome”.

Per parlare di alternanza oggi in piazza ci sono anche gli studenti: “Pensare che nella grave crisi in cui si trova a lavorare l’Italia gli studenti vengano fatti lavorare gratuitamente anche a scapito di lavoratori che vengono per questo licenziati come è successo per esempio in alcune strutture turistiche in Adriatico o in Sardegna è assurdo” dice Valeria Parcomenco, del collettivo studentesco Resistenze internazionali. “Noi come studenti abbiamo lanciato la campagna no alternanza scuola lavoro in cui chiediamo 10 euro all’ora come pagamento dei tirocini che vengono fatti, chiediamo che il tirocinio non sia obbligatorio per diplomarsi e chiediamo che sia attinente al percorso di studi, cosa che si è dimostrata in questi anni non è”.

Allo sciopero dell’Usb hanno aderito anche i vigili del fuoco che denunciano costantemente le gravi carenze di organico: “La situazione è drammatica – dice Davide Balini – I numeri sono ridotti al minimo storico: ci vuole un aumento di personale e un investimento di risorse per la sicurezza dei cittadini . E con la chiusura della forestale che ha portato un ulteriore carico di lavoro la situazione è insostenibile”.