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San Martino, spari tra le case per la battuta di caccia. I cittadini insorgono e preparano esposto

Cacciatori ed "escursionisti" pericolosamente vicini durante gli spari. "Non c'erano i cartelli della battuta in corso"

Genova. Una tranquilla domenica di sole divenuta “guerra” tra abitanti e cacciatori. E’ successo ieri, sulle alture di San Martino, nella valletta del rio Chiappeto, tra il forte di Santa Tecla e il Richelieu, dove il bosco a due passi dalle abitazioni ha “ospitato” una consistente battuta di caccia al cinghiale, che ha suscitato polemiche e rabbia tra gli abitanti della zona, assidui frequentatori di quell’area verde a due passi dalle case, perché svolta “pericolamente senza il rispetto delle regole”.

Fin dalle prime ore del mattino, infatti, un gruppo di cacciatori si è schierato tra bosco e macchia mediterranea per braccare gli ungulati che popolano quella “riserva urbana”. Ma ad attraversare i sentieri non erano soli: decine anche i “disarmati” cittadini che hanno approfittato della bella giornata per due passi con la famiglia o con i propri amici a quattro zampe.

Da qui le segnalazioni: alcuni cacciatori sono stati avvistati, con la pettorina di ordinanza, a sparare a pochi metri dalle case nei pressi del Santa Tecla e ad un “tiro di schioppo”, nel vero senso della parola, dai passanti. Secondo alcuni testimoni in mattinata è passata pericolosamente vicina anche una “squadriglia” di scout.

caccia san martino

La zona è area di caccia, come segnalano i cartelli della “ei fu” Provincia, ma secondo i cittadini non erano stati affissi i cartelli che indicano la “battuta in corso”, mettendo a rischio persone e animali: “La valletta ha diversi accessi – ci racconta un frequentatore del bosco – e in molti di queste accessi non era presente alcuna indicazione della battuta dei cacciatori, soprattutto arrivando da Borgoratti e via Sapeto”.

“Un’amica che ieri è salita sul monte con i figli è dovuta scappare – riporta un’altra abitante della zona – perché ad un certo punto 6 o 7 cacciatori hanno sparato tutti insieme ripetutamente ad un cinghiale”. “Mio marito è stato minacciato davanti ai nostri figli perché ha osato chiedere spiegazioni” riporta una mamma che aggiunge di aver “chiamato i carabinieri i quali però hanno risposto che era giornata di caccia”. “A prescindere dall’essere pro o contro all’attività venatoria – ricorda un padrone di cane della zona – devo essere chiari e visibili cartelli che indicano la battuta in corso e il numero della squadra, cosa che ieri non c’era”.

Il gruppo di cittadini si sta organizzando per depositare nelle prossime ore un esposto presso le autorità competenti. Per la cronaca, stando a quanto visto e documentato da alcuni testimoni, la battuta di caccia è terminata con ben sei cinghiali abbattuti, azzerando di fatto la popolazione di ungulati della zona. E, per fortuna, tra i “trofei” c’erano solo quelli.

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