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Vertenza

Rinascente, incontro tra Comune, azienda, Carige e sindacati: ma la proprietà ribadisce la chiusura

Quasi tutti gli attori della vicenda hanno preso parte alla commissione Sviluppo Economico a Tursi, ma l'unico spiraglio lasciato dal gruppo Rinascente è il ricollocamento - fuori Genova - dei 59 lavoratori

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Genova. Sembra davvero irremovibile la posizione del gruppo Rinascente in merito alla decisione di chiudere, entro un anno, il punto vendita di Genova. Questo è quanto emerso dalla riunione che ha visto oggi, a Tursi, incontrarsi – tutti insieme – sindacati, amministrazione pubblica, azienda e Carige, proprietaria dell’immobile di via Vernazza.

L’occasione dell’incontro è stata la riunione della Commissione consiliare Sviluppo Economico. Per Rinascente erano presenti Desirèe Fossen, direttore del personale retail, e Diana Valente, direttrice dello store di Genova. Carige, con una sua rappresentante, ha affermato che ormai dal 2013 la banca non viene contattata dalla proprietà dei grandi magazzini. Rinascente ha confermato: “Non abbiamo chiesto di rinegoziare il canone d’affitto perché non siamo interessati a rimanere, il negozio di Genova è in perdita e la piazza – hanno sottolineato ancora una volta – non è interessante”.

“Ci hanno nuovamente offerto di poter ricollocare tutti i 59 dipendenti, sia i full time sia i part time in altri negozi – ha spiegato Silvia Avanzino, Fisascat Cisl – ma noi ribadiamo che è impensabile trasferire, spesso a fronte di stipendi bassi, persone a Milano, Torino, Roma o persino Cagliari”. Per non parlare del problema dei lavoratori dell’indotto o di quelli dei box interni al negozio: in tutto un centinaio di persone.

Da parte dei membri della commissione comunale e dell’assessore al Commercio Paola Bordilli, massima solidarietà e disponibilità a sostenere i lavoratori di Rinascente e dell’indotto che, tramite i loro rappresentanti, hanno chiesto a Comune e Regione di attivare un tavolo istituzionale per far sì che Rinascente rimanga nella nostra città, anche in considerazione della politica espansiva dell’azienda su scala nazionale.

“L’impressione che avevamo – ha detto Nicola Poli, Filcams Cgil – è che Rinascente, annunciando la chiusura con un anno d’anticipo, volesse prendersi il tempo necessario per giocare al rialzo, ma forse non è così”. La questione dell’annuncio anticipato è legata, probabilmente, alla necessità di dare un preavviso di 12 mesi per disdire il contratto di locazione.

Il 5 dicembre il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci, con i rispettivi assessori di riferimento, avranno un incontro con l’ad di Rinascente. Un tipo di colloquio che anche i sindacati chiedono. “L’azienda si è dimostrata disponibile a incontrarci – continua Poli – ma non a cambiare idea. Questo resta però il nostro obbiettivo”.

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